STRATEGIA REGIONALE
PER LO SVILUPPO
SOSTENIBILE

Acqua pulita
Acqua pulita
e servizi igenico sanitari
6
Partnership per gli obiettivi
Partnership
per gli obiettivi
17
Ridurre le disuguaglianze
Ridurre
le disuguaglianze
10
La vita sott'acqua
La vita
sott'acqua
14

STRATEGIA
REGIONALE
PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Lavoro dignitoso e crescita economica
Lavoro dignitoso
e crescita economica
8
Povertà zero
Povertà
zero
1
Pace, giustizia e istituzioni forti
Pace, giustizia
e istituzioni forti
16
Città e comunità sostenibili
Città e
comunità sostenibili
11
Consumo e produzione responsabili
Consumo
e produzione responsabili
12
Istruzione di qualità
Istruzione
di qualità
4
Fame zero
Fame
zero
2
Salute e benessere
Salute
e benessere
3
Uguaglianza di genere
Uguaglianza
di genere
5
Industria, innovazione e infrastrutture
Industria, innovazione e infrastrutture
9
Fame zero
Energia pulita e
accessibile
7
La vita sulla Terra
La vita
sulla Terra
15
Agire per il clima
Agire
per il clima
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15 apr 2021

Regione Lombardia si dota - prima e per ora unica Regione italiana a farlo - di un Catalogo regionale dei sussidi, sul modello di quello nazionale: ovvero un elenco ragionato dell’insieme degli interventi che hanno un effetto sull’ambiente, quale strumento di affiancamento alle decisioni pubbliche all’interno di una prospettiva di intervento che tiene conto anche di tematiche sociali e competitività economica.

Il punto di partenza

A livello nazionale il Catalogo, arrivato alla terza edizione, è curato dal Ministero della transizione ecologica e presentato annualmente al Parlamento; la Legge di Bilancio 2020 ha attribuito poi al Ministero dell’Ambiente il compito di studiare proposte per la programmazione della riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, per cui è stata costituita una specifica Commissione interministeriale.

Il Catalogo nazionale utilizza una accezione molto ampia di sussidio in cui sono ricompresi “incentivi, agevolazioni, finanziamenti agevolati ed esenzioni da tributi finalizzati alla tutela dell’ambiente”.

Alla base, una macro-distinzione tra sussidi diretti (on-budget) in bilancio versante delle spese e sussidi indiretti (off-budget), quantificabili attraverso stime o simulazioni differenziali del minor gettito ottenuto rispetto ai benchmark di riferimento.

La terza edizione del Catalogo nazionale (CSA) ha identificato 171 misure con effetti ambientali potenzialmente rilevanti, per un totale di circa 44 miliardi di euro, classificati in tre categorie: sussidi ambientalmente dannosi (SAD) pari a 19,7 miliardi di euro, sussidi ambientalmente favorevoli (SAF) pari a 15,3 miliardi e sussidi incerti per 8,6 miliardi.

Il Catalogo regionale: il percorso

La novità lombarda, presentata dall’assessore ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo alla Giunta regionale e nel corso del Primo Forum Regionale Sviluppo Sostenibile (per guardare il video, vai a questa pagina), non si limita a duplicare il livello nazionale ma si inserisce nella Strategia per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia avviata nel 2018: un insieme di azioni e iniziative, pensate per rappresentare un passo avanti verso modelli di vita, di produzione e consumo più equilibrati, caratterizzati da un uso responsabile delle risorse a partire da quelle pubbliche.

In particolare, dalla Strategia è nato nel 2019 il Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto dai principali rappresentanti istituzionali e associativi, dal mondo della ricerca e dalle parti sociali del territorio. Tra gli impegni presi da Regione Lombardia è previsto proprio il Catalogo regionale dei sussidi. 

Il Catalogo regionale è stato costruito, con il supporto di PoliS Lombardia e grazie al confronto con le Direzioni Generali, mantenendo un allineamento alla metodologia nazionale, così da poter garantire un eventuale raffronto.

Le cifre a livello regionale

Il lavoro condotto ha permesso di identificare nel Catalogo regionale sussidi ambientalmente favorevoli pari a 224,9 milioni di euro e sussidi ambientalmente dannosi pari a 215,9 milioni di euro, concentrati soprattutto nei sussidi indiretti.

 

Incidenza ambientale dei sussidi

dannosi

favorevoli

incerti

totale

Sussidi indiretti (ipotesi minima)

215,9

4,2

3,5

223,6

Sussidi diretti                                           

0

220,7

65,1

285,8

Totale         (milioni di euro)                                           

215,9

224,9

68,6

509,4

 

Sussidi indiretti (16 schede)

Nel caso della ricognizione regionale, i sussidi indiretti possono venire dalla disapplicazione dei tributi nazionali o dall’estensione delle fattispecie agevolative, dall’applicazione di aliquote inferiori a quelle applicate in altre regioni, dal mancato adeguamento nel tempo delle aliquote all’inflazione.

È stata quindi condotta una comparazione con altre realtà regionali (Veneto, Toscana, Emilia R., Piemonte), utile quale confronto di benchmark, che ha consentito di definire ordini di grandezza di possibili rimodulazioni per taluni tributi (tassa automobilistica, addizionale gas metano, emissioni sonore degli aeromobili, benzina per autotrazione, canoni d’uso delle risorse,….) che potrebbero rendere disponibili risorse aggiuntive per opere e interventi di miglioramento e compensazione ambientale.

Le possibili leve

Dall’analisi complessiva è ad esempio emerso che risorse importanti (oltre 300 milioni di euro) potrebbero essere ottenute attraverso la rimodulazione dei due maggiori tributi propri derivati (tassa automobilistica e addizionale metano).

L’indagine ha messo in luce anche una serie di misure che sono state giudicate come ambientalmente incerte, in particolare rispetto a riduzioni/estensioni della tassa automobilistica, che costituiscono un fattore di miglioramento qualitativo del parco veicolare ma anche un incentivo all’incremento quantitativo delle auto in circolazione.

I SAF attualmente adottati attraverso il sistema fiscale riguardano ancora l’applicazione della tassa automobilistica (una misura) e l’IRAP (tre misure, ancora da quantificare).

In entrambi i casi si tratta di iniziative recenti, attraverso le quali il governo regionale ha introdotto esplicitamente elementi di selettività e condizionalità che incentivano scelte ambientalmente favorevoli: nel primo caso rispetto alla composizione qualitativa delle nuove auto (con il vincolo assoluto di rottamarne delle vecchie); nel secondo riguardo alle scelte insediative delle attività produttive, favorendo logiche di prossimità e di rigenerazione urbana e territoriale. Best practice che potrebbero guidare ulteriori tentativi di utilizzare la leva fiscale non solo come strumento di gettito, ma anche come opportunità per indirizzare le preferenze dei singoli agenti economici verso obiettivi di interesse collettivo.

Sussidi diretti (94 schede)

Il Catalogo riporta le informazioni relative ad alcuni raggruppamenti tematici: agricoltura e pesca, ambiente e clima, infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile, sviluppo economico e bandi POR FESR 2014-2020.

La stragrande maggioranza delle misure inserite risultano SAF, con la particolare rilevanza dei fondi veicolati attraverso il Piano di sviluppo rurale (144 milioni di euro di SAF) e quelli legati al finanziamento della mobilità sostenibile. L’indicazione che ne scaturisce è, comunque, quella di accentuare attraverso i meccanismi selettivi e di condizionalità l’attenzione alle tematiche ambientali; in tal senso particolarmente rilevante il ruolo dell’Autorità Ambientale per l’utilizzo dei fondi strutturali, che agisce in una logica di integrazione della sostenibilità nella fase di costruzione delle diverse misure.

Un binomio fuorviante

Seguendo l’impostazione del Catalogo nazionale, si è utilizzata la nomenclatura che parla di sussidi ambientalmente dannosi e di sussidi ambientalmente favorevoli; tuttavia, tale rappresentazione sintetica “dannoso-favorevole” rischia di essere fuorviante, se non integrata con la valutazione del corredo informativo complessivo presente nella documentazione. 

Si verifica infatti che taluni sussidi individuati come favorevoli per il profilo ambientale non necessariamente sono, nel loro complesso, un’azione efficace della P.A., perché ad esempio si tratta di misure troppo costose rispetto ai benefici ambientali realmente prodotti o perché nel complesso non sostenibili se si considerano le ricadute sociali. Così come alcuni sussidi classificabili come ambientalmente dannosi prevedono un potenziale danno ambientale minimale, rispetto ad altre forme di beneficio complessivo.

Il Catalogo verrà aggiornato nel 2021 sempre coinvolgendo le Direzioni Generali e proponendo che l’approccio diventi ancora più sistemico nella fase di proposizione e preparazione delle politiche, per dare luogo a una valutazione dell’incidenza ambientale ex-ante dei sussidi. In un meccanismo decisionale di più ampio respiro, in cui le considerazioni di carattere ambientale vengono affiancate da valutazioni di carattere sociale ed economico, per massimizzare il risultato netto per la collettività.

 

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7 apr 2021

Una nuova spinta verso l’economia circolare: una misura da 3,6 milioni di euro di agevolazioni alle Micro, Piccole e Medie imprese perché adottino quest’ottica, con ricadute importanti sulle filiere lombarde.

L’iniziativa arriva da Regione Lombardia. Su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi e di concerto con l’assessore ad Ambiente e Clima Raffaelle Cattaneo, la Giunta regionale nella seduta del 7 aprile ha approvato i criteri del ‘Bando di sostegno alle MPMI’’.

Il bando mette a disposizione 3 milioni 621 mila euro. L’edizione 2021 sarà attuata da Unioncamere Lombardia: il testo verrà pubblicato entro fine aprile.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese sostenute, per un investimento minimo di 40 mila euro e un contributo massimo concedibile di 120 mila euro.

Chi può partecipare

Obiettivo è promuovere e riqualificare le filiere lombarde, la loro innovazione e il riposizionamento competitivo di interi comparti rispetto ai mercati, in ottica di economia circolare.

Vi possono partecipare le Micro Piccole e Medie imprese aventi sede operativa in Lombardia, in forma singola o in aggregazione composta da almeno 3 imprese rappresentanti la filiera produttiva.

Guidesi: bando richiesto da imprese

“Si tratta di una misura fortemente richiesta dalle imprese lombarde” nota l’assessore Guidesi. “Negli incontri avuti con gli imprenditori, infatti, uno dei temi principali su cui c’è sempre stato grande consenso è proprio sull’economia circolare. Soprattutto per i riflessi positivi che ha sull’indotto”. “È altresì utile valorizzare le filiere – prosegue – ed è anche questo uno dei fattori caratterizzanti della misura”.

Cattaneo: sostenere chi applica sostenibilità

“Il percorso verso l’economia circolare rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo delle imprese e Regione Lombardia guarda con favore ai percorsi che fanno della sostenibilità il proprio driver di crescita”, spiega Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e Clima. “Attraverso questo bando – ha continuato – vogliamo sostenere le imprese che adottano soluzioni alternative e creative di produzione, come il recupero dei materiali e il riuso dei beni. La sostenibilità – ha chiosato – rappresenta infatti il nuovo nome dello sviluppo, in particolaere in questo momento di crisi”.

Gli ambiti dei progetti

Sono numerosi i progetti che si potranno presentare, in questi ambiti: innovazione di prodotto e processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti nei cicli produttivi. Finanziata anche la riduzione di produzione rifiuti e il riutilizzo di beni e materiali.

Le innovazioni di processo o di prodotto per quanto riguarda la produzione e l’utilizzo di prodotti da recupero di rifiuti. Sono previste le attività di preparazione per il riutilizzo e progettazione e sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento della filiera.

Risorse anche per Eco-design e strumenti medicali

Saranno ammessi anche progetti di sperimentazione e applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design).

Prevista inoltre l’implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali. Si punta alla riconversione della produzione per realizzare nuovi materiali, prototipi, per lo sviluppo di dispositivi e/o componenti anche in ambito medicale o per la sicurezza sul lavoro.

I progetti dovranno essere realizzati entro 12 mesi dall’approvazione della graduatoria. Il termine di rendicontazione scadrà nel 2022.

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6 apr 2021

Si è concluso a fine marzo il progetto Interreg Spazio Alpino “AlpLinkBioEco”, nato tre anni fa nell’ambito della Strategia macroregionale Alpina EUSALP con l’obiettivo di sviluppare proposte interregionali per il potenziamento delle filiere innovative nel settore della bioeconomia circolare.

Partner di AlpLinkBioEco sono Confindustria Lombardia e il Cluster lombardo della chimica verde (LGCA). Oltre a Regione Lombardia, il progetto ha visto la partecipazione in qualità di osservatore anche del Cluster regionale LE2C.

Nell’arco dei tre anni, AlpLinkBioEco ha lavorato sui temi della bioeconomia e dell’economia circolare come motori per la competitività, portatori di valore aggiunto per le imprese e tasselli fondamentali per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Per sostenere la transizione da un'economia basata sui combustibili fossili a un’economia biobased, a inizio progetto è stato sviluppato un database interattivo, il Value Chain Generator, mappando decine di associazioni settoriali e centinaia di aziende e successivamente sviluppando nuove catene del valore e occasioni di simbiosi industriale a livello locale, nazionale e transnazionale.

Inoltre, grazie alla raccolta di input da stakeholders politici e industriali delle regioni europee coinvolte, è stato definito un piano di azione condiviso (Masterplan) per stimolare lo sviluppo della bioeconomia nello Spazio Alpino.

Una nuova sfida: i numeri lombardi

“La sfida di oggi consiste nell’integrare la bioeconomia e l’economia circolare: unire il modello circolare a un modello che guarda all’impiego delle risorse biologiche L’azione di Regione Lombardia - nota l’assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo - va in questa direzione. Mettiamo in campo politiche che guardano alla sostenibilità, in un’ottica di alleanza tra imprese e ambiente. E lo stesso va fatto anche per la bioeconomia che va sostenuta affinché sviluppi azioni che guardano all’economia circolare. Infatti, in Lombardia ci sono più di 25 mila imprese che operano nel settore biochimico, oltre un quinto del totale in Italia, che fanno della ricerca e dell’innovazione un loro punto di forza. Investono oltre 3 miliardi di euro e gli addetti del settore arrivano a 33 mila (su 50 mila in Italia). E il ruolo del Progetto AlpLinkBioEco è fondamentale perché ha creato valore, supportando le imprese in questa sfida. Il tutto all’interno di EUSALP che vede Regione Lombardia protagonista, e dove la Green economy e la sostenibilità sono al centro delle politiche delle Regioni alpine”.

“Progetti come AlpLinkBioEco dimostrano che l’industria è l’attore principale della transizione sostenibile, e che le filiere innovative nel settore della bioeconomia e dell’economia circolare sono elementi fondamentali della competitività - il commento del Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti -. La crisi ci ha insegnato che la dinamicità dei territori è fondamentale e va agevolata valorizzando le specificità del contesto, costruendo un sistema interconnesso. In questa cornice, i progetti macroregionali vanno a inserirsi in un contesto omogeneo e al tempo stesso complementare dal punto di vista delle specializzazioni, creando le condizioni di competitività in cui operano le imprese, sia in termini di produzione che di valorizzazione delle risorse, in una prospettiva di circolarità. Le imprese sapranno certamente cogliere le opportunità offerte dall’economia circolare per crescere e svilupparsi, ma per realizzare questa transizione servono urgentemente regole chiare e certe”.

Il Progetto ha visto la partecipazione di 6 Stati dell’arco alpino (Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera e Slovenia) e organizzazioni di 9 Regioni, di cui 3 facenti parte dei 4 Motori d’Europa (Lombardia, Baden-Württemberg e Auvergne Rhône-Alpes).

Quattordici i partner che hanno lavorato al progetto:

Plastics Innovation Competence Center – Research Center (CH); Business Upper Austria – OÖ Wirtschaftsagentur Ltd. – Regional Public Authority (AT); Poly4EmI hosts by Anteja ECG d.o.o. – Business Support Organization (SI); University of Tuscia – CSALP – University (IT); Confindustria Lombardia – Business Support Organization (IT - Lombardy); BIOPRO Baden-Württemberg GmbH – Regional Development Agency (DE –Baden-Württemberg); Hub Innovazione Trentino – Business Support Organization (IT - Trentino); Technology Center Horb GmbH&Co.KG – Business Support Organization (DE - Stuttgart); Lombardy Green Chemistry Association – Cluster (IT Lombardy); Plastipolis – Business Support Organization (FR - Auvergne Rhône-Alpes); France Clusters – Business Support Organization (FR - Auvergne Rhône-Alpes); Ministry of Education, Science and Sport – Public Administration (SI); Chemie Cluster Bavaria – Cluster (DE - Bavaria); Fraunhofer Italia – Non-profit research Organization (IT – South Tyrol).

 

PROTOCOLLO SVILUPPO SOSTENIBILE

ENTI

79

AZIONI

131