STRATEGIA REGIONALE
PER LO SVILUPPO
SOSTENIBILE

Acqua pulita
Acqua pulita
e servizi igenico sanitari
6
Partnership per gli obiettivi
Partnership
per gli obiettivi
17
Ridurre le disuguaglianze
Ridurre
le disuguaglianze
10
La vita sott'acqua
La vita
sott'acqua
14

STRATEGIA
REGIONALE
PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Lavoro dignitoso e crescita economica
Lavoro dignitoso
e crescita economica
8
Povertà zero
Povertà
zero
1
Pace, giustizia e istituzioni forti
Pace, giustizia
e istituzioni forti
16
Città e comunità sostenibili
Città e
comunità sostenibili
11
Consumo e produzione responsabili
Consumo
e produzione responsabili
12
Istruzione di qualità
Istruzione
di qualità
4
Fame zero
Fame
zero
2
Salute e benessere
Salute
e benessere
3
Uguaglianza di genere
Uguaglianza
di genere
5
Industria, innovazione e infrastrutture
Industria, innovazione e infrastrutture
9
Fame zero
Energia pulita e
accessibile
7
La vita sulla Terra
La vita
sulla Terra
15
Agire per il clima
Agire
per il clima
13

LE ULTIME

NEWS

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25 ott 2021

Energia, Green Economy, sostenibilità: questi i temi che dal 25 al 29 ottobre sono al centro della Settimana per l’Energia, la manifestazione promossa e coordinata da Confartigianato Lombardia con il contributo scientifico di Politecnico di Milano e il patrocinio di Regione Lombardia.

Sei giorni di eventi “per promuovere la cultura del consumo responsabile, approfondire gli aspetti tecnici e normativi della Green Economy, creare occasioni di aggregazione e riqualificazione professionale attraverso l'offerta di nuovi servizi”, come ricorda l’associazione promotrice.

 Questa edizione della Settimana per l’Energia, la 13esima, si svolge in modalità “phygital”: pur mantenendo una forte vocazione territoriale, tutti gli eventi potranno essere seguiti sia in diretta, in presenza o via web, sia in differita con visione della registrazione. Occorre però iscriversi sul sito www.settimanaenergia.it.

Come evidenziato dal titolo “L’Energia per la Transizione. Rivoluzione verde e Transizione ecologica per il futuro del Paese”, l’edizione 2021 ha l’obiettivo di approfondire la Missione 2 del PNRR, “Rivoluzione Verde e la Transizione Ecologica”, secondo quattro declinazioni: l’economia circolare e l’agricoltura sostenibile, l’energia rinnovabile e la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici e la tutela e la valorizzazione del territorio e della risorsa idrica.

La settima si apre e si chiude con due eventi a Palazzo Pirelli, sede di Regione Lombardia: per seguire quello di venerdì 29 ottobre, “L’Energia per la Transizione: PNRR, rivoluzione verde e transizione ecologica per il futuro del Paese”, in diretta streaming a partire dalle ore 11 , clicca qui.

Verso il secondo Forum Regionale per lo Sviluppo Sostenibile

Sempre in una sede di Regione, ovvero nell’auditorium Testori di Palazzo Lombardia, il 23 novembre valorizzando i seguiti della Settimana dell’Energia Confartigianato Lombardia promuoverà uno degli eventi PreForum in vista del secondo Forum Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, promosso da Regione Lombardia e in programma dal 25 al 27 novembre a Milano.

Questa seconda edizione del Forum Regionale vuole aiutare a definire una visione comune di sviluppo sostenibile, per governare una transizione equa verso modelli di crescita più sostenibile e diffusa, sfruttando appieno le prospettive dal Green Deal  promosso dalla Commissione Europea (per saperne di più, clicca qui).

Il programma della Settimana

Questo il programma della Settimana per l’Energia:

Lunedì 25 ottobre 2021 alle ore 17.00

«Comunità energetiche e autoconsumi collettivi,
il nuovo modo di fare fotovoltaico»

Martedì 26 ottobre 2021 alle ore 12.00

«L'utilizzo di aggregati riciclati e rigenerati in edilizia»

Martedì 26 ottobre 2021 alle ore 18:00

«Infrastrutture di ricarica elettrica: opportunità
 di sviluppo del territorio?»

Martedì 26 ottobre 2021 alle ore 18.00

«Micro e piccoli comuni al tempo del COVID:
laboratori di innovazione e strategie di resilienza»

Mercoledì 27 ottobre 2021
alle ore 11.00

«Innovazione e MPMI lombarde per sostenibili

produzioni alimentari di qualità»

Mercoledì 27 ottobre 2021
alle ore 17.00

«Sinergie sostenibili per la rigenerazione urbana»

Giovedì 28 ottobre 2021 alle ore 12.00

«Il teleriscaldamento: l'esperienza nel territorio
di Legnano»

Giovedì 28 ottobre 2021 alle ore 17.00

«L'etichetta energetica 2021»

Giovedì 28 ottobre 2021 alle ore 17:00

«Investimenti nelle infrastrutture idriche,
dalla necessità all’opportunità»

Giovedì 28 ottobre 2021 alle ore 18:30

«Riqualificazione del porto fluviale di Valdaro:
dal trasporto su acqua all'istituzione di una zona
logistica semplificata»

Tutti gli eventi sono in diretta streaming.

Il Programma detagliato su www.settimanaenergia.it.

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22 ott 2021

L’annuncio tanto atteso è arrivato dal principe William, duca di Cambridge, in collegamento con BBC e Discovery Channel: la città di Milano vince, con il progetto della Food policy degli Hub di quartiere contro lo spreco alimentare, la prima edizione del premio internazionale “Earthshot prize” per le migliori soluzioni a tutela dell’ambiente.

Un riconoscimento prestigioso, che ritrova la piena coerenza con le attività in corso nell’ambito del Tavolo sullo Spreco alimentare dell’Osservatorio regionale sull’Economia circolare di Regione Lombardia e in quelle del progetto INTERREG EU CircE – che si occupa di definire policy a supporto dell’economia circolare, al quale Comune di Milano e Banco alimentare prendono parte come stakeholder.

Il Premio si concretizza in un assegno da 1 milione di sterline (pari a 1,17 milioni di euro), e nel sostegno della Royal Foundation of The Duke and Duchess of Cambridge per i prossimi 5 anni.

La vittoria non era scontata, dal momento che il comitato di esperti internazionale dell’“Earthshot prize” era chiamato a valutare 750 iniziative, candidate da tutto il mondo. Ma certo aveva fatto bene sperare il fatto che l’esperienza milanese fosse arrivata tra i 15 finalisti.

La proclamazione, a inizio settimana, ha visto gli Hub di quartiere trionfare nella categoria “Build a Waste Free World” (“Costruisci un mondo senza rifiuti”), una delle cinque previste insieme a “Proteggi e ripristina la natura”, “Pulisci l’aria”, “Rianima gli oceani”, “Ripristina il nostro clima”.

A testimoniare la portata globale dell’iniziativa ci sono gli altri 4 vincitori: la Costa Rica per la protezione delle foreste, l’India per la riduzione delle emissioni dei fumi nell’atmosfera, la città di Berlino per lo sviluppo di tecnologie a idrogeno per la produzione energetica e le Bahamas per la difesa delle barriere coralline.

Come funzionano gli Hub di quartiere

L’idea alla base del progetto è tanto semplice quanto efficace. Si individuano ampi spazi, pensati per recuperare - tramite furgoncini coibentati -, stoccare e quindi da qui redistribuire eccedenze alimentari, destinate alle organizzazioni che si occupano di sostenere famiglie indigenti.

Vengono raccolti sia cibo fresco, secco e confezionato dai supermercati, sia pasti caldi recuperati da mense aziendali.

Il progetto è nato da un’alleanza, nel 2017, tra Comune di Milano, il gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Gestionale Food Sustainability Lab (di cui fa parte l’Osservatorio Food Sustainability) del Politecnico di Milano, Assolombarda, Fondazione Cariplo e il Programma QuBì, promosso da Fondazione Cariplo dal 2017 per contrastare la povertà minorile e in particolare la povertà alimentare.

Storia, risultati ed evoluzioni

La realizzazione del primo Hub, nel 2019 nel quartiere Isola, ha poi coinvolto Banco alimentare della Lombardia e ha permesso di salvare oltre 10 tonnellate di cibo al mese, assicurando in un anno un flusso di 260 mila pasti equivalenti, che hanno raggiunto 3.800 persone, grazie al contributo di 20 supermercati, 4 mense aziendali e 24 enti del Terzo settore.

Subito dopo il primo lockdown nella primavera 2020 è stato avviato l’Hub di Lambrate, gestito sempre da Banco alimentare della Lombardia in uno spazio messo a disposizione da AVIS Milano e con il contributo di BCC Milano. Il terzo Hub, al Gallaratese, è nato nel 2021 ed è gestito da Terre des hommes con il contributo di Fondazione Milan. 

Il prossimo, in fase di progettazione, sarà l’Hub di quartiere contro lo spreco alimentare del Corvetto, con la gestione del Banco alimentare della Lombardia e il contributo della Fondazione SNAM; mentre per aprirne un quinto il Comune di Milano ha recentemente avviato il tavolo di coprogettazione per l’Hub del Centro con l’Associazione IBVA e con il contributo di BCC Milano. 

Si tratta insomma di un progetto capace anzitutto di fare rete, e di attivare una preziosa sinergia tra molti e diversi attori del territorio: enti pubblici, banche alimentari, enti di beneficenza, Ong, università e imprese private. Con l’importante contributo di grandi insegne della grande distribuzione.

I fondi in arrivo dall’“Earthshot prize” verranno dunque utilizzati per potenziare sempre più questi hub, aprirne di nuovi, garantendone la sostenibilità sul lungo periodo e replicare questa best practice nella rete delle città che lavorano con Milano sulle food policy, partendo dalla rete delle città di C40 e del Milan Urban Food policy pact.  

All’orizzonte ci sono poi altre declinazioni della lotta allo spreco alimentare: con Fondazione Cariplo e SogeMi il Comune di Milano ha lanciato ad esempio l’iniziativa Foody zero sprechi, per replicare il modello degli Hub anche all’Ortomercato e recuperare il cibo fresco insieme a Banco alimentare della Lombardia, Recup, Croce rossa sud milanese, Università degli studi di Milano e molti altri partner in supporto.

Quella premiata dall’“Earthshot prize” è dunque “un’esperienza da valorizzare - chiosa la Direzione Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia -, per potenziare l’azione regionale attuata attraverso le Reti contro lo spreco alimentare”.

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15 ott 2021

Nel 2100, le temperature globali saliranno di 2,1 gradi: dunque oltre la soglia dei 2 gradi fissata come obiettivo dell’Accordo di Parigi sul clima per arginare il surriscaldamento del Pianeta. Così avverte la IEA, Agenzia Internazionale dell’Energia. Mentre sul web irrompono le immagini tratte da un sito, che utilizza l’Intelligenza Artificiale per mostrare come la nostra casa, o i luoghi simbolo della nostra città, potrebbero trasformarsi per effetto dei cambiamenti climatici.

C’è insomma dato, da allarme rosso, e c’è la potenza dirompente del ritratto dei luoghi a noi più vicini, in tutti i sensi: inondati per effetto dell’innalzamento dei mari o di inondazioni dovute a fenomeni metereologici sempre più estremi, coperti da una cappa pesante di smog, oppure dai fumi degli incendi provocati dalla maggiore aridità. Così li ‘fotografa’ l’Intelligenza Artifciale, elaborando i dati relativi alle previsioni attualmente disponibili sugli effetti del Climate Change.

Basta inserire un indirizzo, perché venga geolocalizzato, e ‘scegliere’ l’effetto dei cambiamenti climatici che si vuole visualizzare: mentre l’immagine viene preparata, il sito offre alcuni numeri di impatto sulle emergenze già create nel mondo dai cambiamenti climatici, oltre a indicare alcune possibili azioni di contrasto.

Una percezione più diffusa dei rischi

Da un lato la comunicazione della IEA, dall’altro quella di This Climate does not exist: il messaggio lanciato è lo stesso. C’è poco tempo per invertire la rotta, e quando fatto finora non basta, anche perché non c’è una percezione realmente diffusa degli effetti concreti che ognuno di noi patirà nella sua quotidianità quando le strade, le piazze, le città e i mari che conosciamo cambieranno volto.

Il 10% delle popolazione mondiale, ad esempio, vive in zone destinate a essere sommerse dall’innalzamento di mari e oceani, come conseguenza del riscaldamento globale prodotto dalle emissioni di gas climalteranti.

Da qui parte il monito contenuto nel World Energy Outlook, il rapporto annuale sullenergia nel mondo curato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.

Il problema è che dopo la ‘boccata d’ossigeno’ portata dagli stop a numerosissime attività umane imposti dalla pandemia lo scorso anno, le emissioni di CO2 sono tornate a crescere in modo netto. E rischiano di raggiungere uno dei loro massimi picchi.

World Energy Outlook: cosa ci racconta

In questo contesto il report del World Energy Outlook analizza tre possibili scenari. Ecco, anche assumendo per buono quello degli Impegni annunciati - e cioè dei nuovi obiettivi di decarbonizzazione che varie Nazioni (fra i quali USA e UE) hanno per ora solo promesso (quelli di Parigi sono ormai considerati insufficienti), il riscaldamento globale al 2100 sforerà comunque i 2 gradi e arriverà a 2,1 gradi.

Più chiaramente: “Gli attuali impegni sul clima porterebbero nel 2030 ad appena il 20% della riduzione delle emissioni, che sarebbe invece necessaria per raggiungere il target di zero emissioni al 2050”, sintetizza il direttore esecutivo della IEA Fatih Birol.

La transizione ecologica insomma è cominciata. Ma è troppo lenta. Bisogna accelerare, e per farlo occorrono investimenti. Anche qui, il report traduce in cifre: devono almeno triplicare nell’arco dei prossimi 10 anni. E il 70% di questo incremento di investimenti in energia pulita deve interessare i Paesi emergenti.

Ecco il tema che i governi dovranno affrontare alla Cop26, la conferenza ONU sul clima in programma a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre: ovvero come incrementare rapidamente le tecnologie pulite e resilienti del futuro.

Come accelerare

Una missione impossibile? Niente affatto: investire di più si può, e conviene - non solo all’ambiente.

Sempre secondo il World Energy Outlook, più del 40% delle riduzioni di emissioni necessarie verrebbe da misure che si ripagano da sole, come migliorare l’efficienza energetica, limitare le fughe di gas, installare impianti eolici o solari in luoghi dove ora sono altre le tecnologie più competitive.

Occorre dunque investire su pannelli solari, batterie al litio, pale eoliche, elettrolizzatori e celle a combustibile. Questo porterebbe anche, stima il report, alla creazione di milioni di nuovi posti di lavoro. Già oggi, sulla base degli obiettivi di decarbonizzazione annunciati al momento dagli Stati, nel 2030 si potrebbero avere 13 milioni di occupati in più nel settore dellenergia pulita e in quelli collegati.

 

PROTOCOLLO SVILUPPO SOSTENIBILE

ENTI

91

AZIONI

271