STRATEGIA REGIONALE
PER LO SVILUPPO
SOSTENIBILE

Acqua pulita
Acqua pulita
e servizi igenico sanitari
6
Partnership per gli obiettivi
Partnership
per gli obiettivi
17
Ridurre le disuguaglianze
Ridurre
le disuguaglianze
10
La vita sott'acqua
La vita
sott'acqua
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STRATEGIA
REGIONALE
PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Lavoro dignitoso e crescita economica
Lavoro dignitoso
e crescita economica
8
Povertà zero
Povertà
zero
1
Pace, giustizia e istituzioni forti
Pace, giustizia
e istituzioni forti
16
Città e comunità sostenibili
Città e
comunità sostenibili
11
Consumo e produzione responsabili
Consumo
e produzione responsabili
12
Istruzione di qualità
Istruzione
di qualità
4
Fame zero
Fame
zero
2
Salute e benessere
Salute
e benessere
3
Uguaglianza di genere
Uguaglianza
di genere
5
Industria, innovazione e infrastrutture
Industria, innovazione e infrastrutture
9
Fame zero
Energia pulita e
accessibile
7
La vita sulla Terra
La vita
sulla Terra
15
Agire per il clima
Agire
per il clima
13

LE ULTIME

NEWS

Elementi totali 3.
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29 lug 2021

La Terra è in sovraccarico. L’Earth Overshoot Day - il giorno in cui il pianeta esaurisce le risorse naturali che è in grado di rigenerare in un anno - per il 2021 cade il 29 luglio, in anticipo rispetto a quanto accaduto nel 2020. Allora la pandemia aveva rallentato la corsa al consumo di risorse degli ecosistemi naturali, fissando l’Overshoot Day al 22 agosto.

Ora questo pur minimo ‘vantaggio’ è stato azzerato: il nostro ‘debito’ con la Terra torna esattamente ai livelli di due anni fa. Perché questo indica in concreto l’Earth Overshoot Day: da qui fino a fine anno la popolazione mondiale vivrà in debito di risorse naturali, acqua cibo energia saranno consumati praticamente cinque mesi prima di quanto dovrebbe accadere per non intaccare le risorse degli ecosistemi naturali.

Verso la Cop 26

Questa data simbolica misura quindi la rottura di un equilibrio, quello nel rapporto tra uomo e ambiente: prendiamo più di quello che abbiamo a disposizione in base ai ritmi naturali. Ecco quindi una delle emergenze che la prossima COP 26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici - in programma contemporaneamente in Italia e in UK alla fine del prossimo ottobre - dovrà affrontare.

Ferma restando la priorità dell’appuntamento: fare passi avanti concreti sul fronte del contenimento dellaumento delle temperature per fermare il Climate change. Perché, è bene ricordarlo, anche su questo fronte la pandemia ha solo rallentato la corsa delle emissioni di gas climalteranti, responsabili del riscaldamento globale: per il 2021 si stima un aumento del 6,6% dell’impronta di carbonio, rispetto all’anno precedente.

In vista dell’evento, allora, arriva dagli USA la campagna 100 Giorni di Possibilità, quelli che mancano all’apertura della conferenza e che non possono essere sprecati. La promuove il think tank statunitense Global Footprint Network, a cui si deve l’iniziativa dell’Earth Overshoot Day.

L'impronta ambientale dell'Italia

Cosa ci racconta dunque questa data simbolo? “In pratica viviamo tutti come se avessimo a disposizione un pianeta e mezzo”, spiegano i promotori: per la precisione, la popolazione mondiale consuma in un anno le risorse naturali pari a 1,7 volte quelle presenti sulla Terra.

Oltretutto l’Earth Overshoot Day registra una media mondiale: l’impronta ambientale - l’insieme di acqua, cibo, energia, materie prime che utilizziamo - può variare moltissimo da una nazione all’altra. Così come l’altro indicatore registrato, la biocapacità dei territori ovvero quanto un ambiente può mettere a disposizione in termini di risorse naturali: quest’anno a destare particolare preoccupazione è lo stato di salute della Foresta Amazzonica, uno dei grandi polmoni del pianeta, particolarmente compromesso.

LItalia ad esempio ha esaurito le risorse naturali già il 13 maggio scorso e da allora è in debito con la Terra. Ma c’è chi aveva bruciato questa data già il 9 febbraio, come il Qatar, mentre secondo le previsioni l’ultima nazione a consumare le risorse annuali naturali a propria disposizione sarà l’Indonesia.

La campagna per nuovi comportamenti e soluzioni

Come invertire la rotta? Secondo alcune stime, ricorda il think tank statunitense, per posticipare l’Earth Overshoot Day verso la sua naturale scadenza occorre un dimezzamento delle emissioni globali di carbonio: questo sposterebbe il nostro debito con la Terra di 93 giorni, oltre tre mesi. Da qui lo slogan della campagna “100 giorni”, #MoveTheDate, che si accompagna all’indicazione di tanti e diversi comportamenti che nazioni, città, settori produttivi e singoli possono adottare per adeguarsi al nuovo scenario e, appunto, per invertire la rotta sul fronte dell’‘aggressione’ alle risorse naturali.  

Per scoprire le soluzioni proposte e per avere maggiori informazioni visita il sito dedicato all’Earth Overshoot Day, clicca qui.

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28 lug 2021

Non c’è sviluppo sostenibile senza tutela - e recupero - della biodiversità, ovvero della diversità di ecosistemi, individui e corredi genetici presenti in un territorio. Non è solo il cambiamento climatico - che peraltro incide direttamente sulla biodiversità - a minacciare il mondo per come oggi lo conosciamo.

I dati di partenza: la popolazione globale di specie selvatiche si è ridotta del 60% negli ultimi 40 anni. Circa il 75% delle terre emerse e il 40% degli ambienti marini si è modificato in modo drammatico per effetto dell’azione dell’uomo: il consumo di suolo e lo sfruttamento dei mari, l’inquinamento, la diffusione - favorita dalle attività umane - di specie aliene agli ecosistemi originali e appunto il climate change hanno impresso un’accelerazione fortissima in questa direzione. Da qui la proposta di indicare questa era geologica come “antropocene”.

La minore diversità biologica rischia però di avere conseguenze pesanti per l’umanità. Basta ricordare che nel mondo più del 75% della varietà di alimenti da agricoltura dipende dall’impollinazione, e la riduzione del numero di insetti impollinatori - a partire dalle api - è ormai uno dei simboli stessi della perdita di biodiversità.

Non solo: si calcola che circa la metà del PIL mondiale dipenda in modo diretto dalla natura.

In questo scenario, la consapevolezza della centralità della biodiversità è alla base di diverse iniziative delle istituzioni.

L’Unione Europea, ad esempio, ha messo a punto la Strategia sulla biodiversità per il 2030, che prevede anzitutto la creazione di una più ampia rete di aree protette a livello dell’UE, sulla terraferma e in mare, ad esempio ampliando le aree Natura 2000 esistenti (una rete di siti di interesse comunitario, e di zone di protezione speciale).

Vista la pandemia di Covid-19, la Strategia UE punta anche su azioni per rafforzare complessivamente la resilienza dei nostri territori rispetto a minacce future, come gli effetti dei cambiamenti climatici, gli incendi boschivi, l’insicurezza alimentare, le epidemie - anche proteggendo la fauna selvatica e combattendo il commercio illegale di specie selvatiche. È infatti ormai dimostrato che un territorio con maggiore biodiversità può avere una migliore resilienza nell’affrontare eventi estremi.

Gli impegni di Regione Lombardia

Anche Regione Lombardia ha voluto mettere al centro il tema della biodiversità: prima nella sua Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e con la recente approvazione del PAF – Prioritized Action Framework - per saperne di più, scarica la brochure in allegato - per la gestione di Rete Natura 2000 in Lombardia (Life Gestire 2020). 

Inoltre Regione Lombardia - tramite la Direzione Generale Ambiente e Clima - è da sempre impegnata, anche attraverso progetti europei, in progetti di conservazione di alcune specie faunistiche protette (orso bruno, lupo, scoiattolo rosso, gambero di fiume e monitoraggio delle specie di interesse comunitario), di ripristino delle connessioni ecologiche, di comunicazione del valore di Rete Natura 2000 presso gli agricoltori (Fa.re.na.it), di valutazione dei servizi ecosistemici di Rete Natura 2000 (Making Good Natura). Di particolare rilevanza il progetto Life IP Gestire 2020, che affronta in maniera innovativa e integrata la conservazione della biodiversità.

Per sapere di più su uno dei progetti Life di Regione Lombardia per la gestione di Rete Natura 2000 sul territorio lombardo, clicca qui.

Ora poi tutela e ripristino degli ecosistemi sono al centro di un documento dedicato alla costruzione di una Strategia regionale, che propone un approccio alle azioni di contrasto alla perdita della biodiversità di tipo interdisciplinare e integrato, sull’esempio della Strategia UE sul tema.

Il sondaggio e il documento

Proprio per lo stretto raccordo con il contesto europeo e nazionale, indispensabile per un’azione veramente efficace, il documento “Verso la Strategia regionale Biodiversità” è un work in progress. Ed è aperto ai contributi di tutti gli stakeholder e cittadini interessati a un tema tanto rilevante per un vero sviluppo sostenibile.

Fino al 27 agosto infatti è aperto un sondaggio per raccogliere contributi utili a migliorare i contenuti del documento e il percorso che Regione Lombardia intende svolgere per realizzare azioni integrate per la biodiversità.

Il documento integrale “Verso la Strategia regionale Biodiversità” e la consultazione sono disponibili nella pagina dedicata: per leggerlo e per compilare il sondaggio clicca qui.

Partecipa anche tu: scopri di più sulle quattro aree tematiche di intervento a contrasto della perdita di biodiversità, che compongono il documento di Regione Lombardia insieme agli strumenti e alle normative che il territorio ha a disposizione per agire.

I promotori chiedono anzitutto di indicare quelle che si considerano le tre priorità in tema di salvaguardia della biodiversità; quali parti del documento possono interessare maggiormente la propria realtà lavorativa; quindi, per esempio, se il documento viene ritenuto esaustivo, se “ci sono aspetti importanti che non sono menzionati” oppure se ci sono temi “che devono essere maggiormente articolati”.

Per costruire una Strategia efficace c’è dunque bisogno della partecipazione di tutti.

Fai sentire la tua voce: c’è tempo fino al 27 agosto.

L'impatto economico della biodiversità

Le azioni di ripristino e tutela della biodiversità non possono aspettare: la UE rileva ad esempio che a oggi gli investimenti globali diretti alla biodiversità sono stimati in 52 miliardi di dollari annui, a fronte della necessità di investire tra i 150 e i 440 miliardi di dollari annui per garantite nel tempo risorse naturali del valore economico stimato in 125-140 mila miliardi di dollari annui (BIOFIN and OECD, 2019).

Ma l’impatto economico della biodiversità si misura anche in un’altra direzione. Il ripristino degli ecosistemi naturali genera posti di lavoro, diretti e indiretti, utili a sostenere in modo nuovo le comunità locali. In cifre: si stima che il Network Natura 2000 abbia sostenuto direttamente 104 mila posti di lavoro, per attività di gestione e conservazione delle aree protette, oltre ad altri 70 mila nell’indotto.

Per il futuro, ci si aspetta che la tutela della biodiversità possa generare fino a mezzo milione di posti di lavoro.

In agricoltura poi, 1,3 milioni dei 9,6 milioni di posti di lavoro nel territorio della UE sono collegati, direttamente o indirettamente, alla rete di Natura 2000.

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16 lug 2021

Un bando ad hoc per aiutare i Comuni a mitigare in ambito urbani gli effetti del Climate Change e aumentare la resilienza dei sistemi insediativi soggetti ai rischi generati dai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore e ai fenomeni di precipitazioni estreme e di siccità.

È quello, aperto fino al 6 settembre 2021, pubblicato dal MITE - Ministero per la Transizione Ecologica e rivolto a Comuni con popolazione uguale o superiore ai 60 mila abitanti, risultanti dai dati ISTAT riferiti all’anno 2019.

Quello dell’adattamento e della resilienza ai cambiamenti climatici è un tema attualissimo, a cui ad esempio Regione Lombardia ha dedicato la quinta delle 5 macro aree della sua Strategia per lo Sviluppo Sostenibile, approvata dalla Giunta regionale il 29 giugno 2021 (per leggere la news dedicata, clicca qui) con l’indicazione di 97 Obiettivi strategici da raggiungere.

Alla voce Sistema eco-paesistico, adattamento ai cambiamenti climatici, agricoltura della Strategia regionale si trovano dunque i settori prioritari individuati da Regione Lombardia per le azioni di adattamento - ovvero salute umana e qualità dell'aria; difesa del suolo e del territorio e gestione e qualità delle acque; turismo e sport; agricoltura e biodiversità -, oltre ai rifermenti agli strumenti di programmazione regionale che potranno essere utilizzati.

Per saperne di più e leggere il documento integrale, vai alla pagina dedicata alla Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile, clicca qui.

Tutti gli interventi finanziabili dal bando MITE

Nella Gazzetta Ufficiale n. 135 del 08 giugno 2021 è stato dunque pubblicato il Decreto Direttoriale n. 117 del 15 aprile 2021, di istituzione del “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano” del MITE.

Il Programma prevede finanziamenti perché i municipi possano realizzare tre tipologie di interventi, di cui all’Allegato 1 del Decreto, ovvero:

- interventi green e blue per la realizzazione di spazi verdi e forestazione periurbana; edilizia climatica con utilizzo di materiali riflettenti/basso assorbimento di calore; sistemi di raccolta delle acque meteoriche; interventi di riciclo e riutilizzo delle acque reflue depurate, e per rinforzare pratiche di circolarità nella gestione del ciclo idrico integrato;

- interventi grey per la creazione di piazze, percorsi, giardini con la rimozione della pavimentazione esistente e il ripristino della permeabilità del suolo in chiave di rigenerazione urbana; sperimentazione di soluzioni per il drenaggio urbano sostenibile, per far defluire le precipitazioni particolarmente abbondanti;

- misure soft di rafforzamento della capacità adattiva (ad esempio sistemi ICT predittivi, rafforzamento dei sistemi di monitoraggio, ricerca di nuove fonti di approvvigionamento idrico in ambito urbano; monitoraggio; scenari climatici e analisi del rischio; comunicazione e sensibilizzazione).

La distribuzione dei fondi: esempi in Lombardia

Il budget che verrà distribuito ammonta a quasi 80 milioni di euro, da ripartire come indicato nell’Allegato 2 e dunque:

- il 40% ai Comuni capoluogo delle città metropolitane;

- il 30% agli altri Comuni con popolazione residente oltre i 100 mila abitanti;

- il 30% ai Comuni con popolazione residente tra 60 mila e 100 mila abitanti.

In base ai parametri indicati, ad esempio, Milano ha diritto a 6 milioni di euro, Brescia a oltre 770 mila euro, Monza a 545 mila euro, Bergamo a 540 mila, Varese a 348 mila euro, Como a 347 mila euro, Cremona a 339 mila, Pavia a 332 mila.

Come partecipare

L’avanzamento degli interventi finanziati verrà seguito da un Tavolo di monitoraggio composto da rappresentanti del ministero della Transizione ecologica, dell’ANCI e di ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Tavolo che si occuperà anzitutto di verificare e valutare le schede di progetto presentati dai comuni.

La domanda di ammissione a finanziamento può essere inviata esclusivamente per via telematica, all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata adattamentoclimatico@pec.minambiente.it entro e non oltre lunedì 06 settembre 2021.

In allegato:

- testo del Decreto Direttoriale n. 117

- ALLEGATO 1 - Specifiche tecniche degli interventi ai fini dell’ammissibilità a finanziamento

- ALLEGATO 2 - Elenco dei Comuni destinatari del Programma e ripartizione delle risorse

- ALLEGATO 3 - Modulistica per la presentazione della Scheda Progetto (S.P.)

- FAQ

PROTOCOLLO SVILUPPO SOSTENIBILE

ENTI

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AZIONI

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