Frumenti, Farri, Orzi, Segale e Avena e altri cereali sono i protagonisti dell’evento “La forza dei Grani Tradizionali: cultura, benefici e opportunità”, in programma lunedì 2 marzo 2026, dalle ore 15:30 alle ore 18:30 alla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano (aula C03-via Mangiagalli 25).
L’incontro scientifico-divulgativo è promosso da Slow Food Lombardia e in particolare dalla rete Slow Grains in collaborazione con l’Università Statale, per mettere al centro specie e varietà spesso legate a contesti locali, come riserva di diversità genetica a rischio d’estinzione.
L’abbandono dei grani tradizionali nasce dalla spinta del settore industriale all’utilizzo di specie e varietà geneticamente uniformi, altamente produttive e selezionate per essere compatibili con applicazioni tecnologiche su larga scala.
Eppure la ricchezza genetica dei grani tradizionali produce un’enorme varietà di sapori, colori, forme e caratteristiche nutritive in parte ancora inesplorate e rappresenta una biblioteca essenziale per la selezione di nuove varietà che possano garantire la produzione negli anni a venire, adattandosi ai cambiamenti climatici in corso.
I grani tradizionali sono dunque risorse necessarie per la food-security dei territori.
Inoltre la coltivazione dei grani tradizionali si basa su saperi specifici, patrimonio di coltivatori e trasformatori.
Questi grani, in virtù della loro specificità, sono allora una fonte di reddito essenziale per chi vive in aree marginali, e forniscono l’opportunità di costruire filiere dedicate e innovative con interessanti riscontri sul mercato.
Per tutti questi motivi, l’evento si rivolge ai potenziali attori delle filiere dei grani tradizionali, in particolare coltivatori, panificatori e birrai, ma anche a studenti, tecnici del settore e cittadini.
L’iniziativa dell’associazione - nata per promuovere il diritto a un cibo buono, pulito e giusto - si inserisce anche nel più ampio contesto degli impegni portati avanti nell’ambito del Protocollo regionale per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, sottoscritto da Slow Food Lombardia.

