Protocollo sviluppo sostenibile

La Lombardia non più solo motore economico ma anche“locomotiva sostenibile” d’Italia. Questa la nuova ambizione e la nuova sfida del territorio, che Regione ha scelto di promuovere e affiancare con una nuova iniziativa. Ovvero un patto, stretto con tutti gli attori lombardi interessati a un’economia e a stili di vita più sostenibili. 
 
Si tratta del Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile, che il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l’Assessore all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo hanno firmato coni primi 50 sottoscrittori nell’evento di lancio,  mercoledì 18 settembre a Palazzo Pirelli.
 
Il Protocollo è stato presentato all’SDGs Summit delle Nazioni Unite (New York, 24-25 settembre) quale acceleration action per l’implementazione degli obiettivi di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile a livello territoriale (la descrizione a QUESTO LINK).
 
A fronte di questo impegno, la Lombardia dovrà presentare periodiche relazioni di monitoraggio per dare conto dell’avanzamento delle attività previste.
 
Insieme a Regione imprese e associazioni - a cominciare dalle rappresentanze economiche e sindacali – nonché le rappresentanze degli enti locali, si sono impegnati a stabilire nei prossimi mesi un proprio programma di misure o iniziative, centrate su temi che vanno dalla conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici all’economia circolare, dalla transizione energetica verso lo sviluppo delle fonti rinnovabili allo sviluppo della mobilità sostenibile.


Successivamente altri soggetti potranno via via sottoscrivere il Protocollo, ciascuno con gli impegni che ha scelto di assumere. 
 
In questo modo, Regione Lombardia intende chiedere a tutti i soggetti un proprio contributo, nonché dare visibilità alle best practices già attive sul territorio su questi temi.
 
Con il Protocollo Regione Lombardia porta avanti concretamente la sfida posta dal Programma Regionale di Sviluppo della Lombardia (2018-2023) che ha posto la sostenibilità tra le cinque priorità dell’azione di governo regionale. 
 
In particolare, Regione Lombardia si impegna a definire entro il 2020 la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, da elaborare e attuare con il concorso delle istituzioni e delle realtà che operano sul territorio regionale.

STRENGHTEN PARTNERSHIP: AGREEMENT FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT IN LOMBARDY
 
 
The Regional Development Program (2018-2023) made sustainability one of the five priorities of the actions to be carried out by the Regional Government, as a "distinctive feature of the administrative activity and an opportunity to improve the quality of life of the people living in Lombardy. This should be achieved by meeting the needs of productive growth and by involving all local stakeholders: from businesses, to citizens, from schools to public administrations”.
 
The national regulatory framework has adopted the principle of sustainable development and by means of the partnership agreement signed with the Italian Ministry of the Environment, Lombardy Region is committed to prepare the Regional Strategy for Sustainable Development.
 
The Regional Development Program also proposes the ratification of a "Lombardy Agreement among all concerned public and private stakeholders; this agreement will stand for the regional mutual commitment” thus, defining the priorities of the regional intervention.
 
This Agreement promotes the adoption of the principle of sustainable development – in both public and private decision-making processes - in order to make Lombardy one of the leading region in Europe in terms of sustainable policies, biodiversity and ecosystem services conservation, circular economy, energy transition towards the development of renewable sources and decarbonisation, thus, encouraging a coherent and integrated relationship between the economic, social and environmental dimensions.
 
Commitments of the subscribers

The Region provides for:
 
  • the definition of the Regional Strategy for Sustainable Development by 2020
  • the assessment and monitoring of the regional planning in terms of sustainability and
  • a catalogue of good practises and enhancement of dissemination and promotion actions 
 
The subscribers commit to:
 
  • implement the principle of sustainable development within its own scope of activity
  • contribute to the creation of the Regional Strategy for Sustainable Development
  • contribute to the implementation of the Strategy 
 
Each subscriber defines, independently and according to its own nature, organisation and purpose, its own commitment schedule and their implementation time, of which it is directly and fully responsible each subscriber commits to: - provide information about the progress in implementing the program, at least at the Annual Sustainable Development Forum - review and update the program, at least once a year.
 
 
Subscription

The Agreement was signed by 54 representatives of main institutions, associations and university in Lombardy. Milan - Palazzo Pirelli, September 18th 2019
 
Subsequent accessions are welcome with the aim to extend and enforce partnership for sustainable development 
 
 




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LE ULTIME

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Elementi totali 33.
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13 mag 2022

Anche Yamamay, azienda leader nel commercio di intimo, lingerie, costumi, ha sottoscritto il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia.

Alla sottoscrizione hanno partecipato Francesco Pinto, presidente del CdA, e Barbara Cimmino, Head of Corporate Social Responsibility & Innovation.

Il Protocollo per lo sviluppo sostenibile di Regione Lombardia - che conta un centinaio di sottoscrittori tra enti e imprese - prevede la condivisione delle sue finalità e una serie di azioni concrete da parte dell’azienda.

L’adesione al Protocollo regionale rappresenta un segnale nella direzione auspicata della collaborazione tra il settore pubblico e il privato, nei rispettivi ambiti di competenza, oltre che un altro passo di Yamamay verso la costruzione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile nel quale - spiega l’azienda - “eco-design, circolarità, take-back e riduzione degli impatti ambientali diventino parte integrante, rilevante e distintiva del sistema produttivo e distributivo italiano ed europeo”.

Yamamay ha già messo in campo diverse azioni. A partire, come indicato nel Bilancio di Sostenibilità 2020 dall’impiego di materiali smart e sostenibili certificati - materiali che ad esempio siano durevoli e la cui circolarità sia gestibile in modo responsabile -, oltre a tessuti a base naturale.

C’è ad esempio EDIT (Eco-Designed Innovative Textile), una linea di costumi da bagno la cui ideazione è partita nel 2019, realizzata con un tessuto mono-polimero 100% riciclato e 100% riciclabile e con una certificazione di ecodesign e di circolarità.

Tale tessuto presenta caratteristiche molto innovative: non solo è ricavato da plastica recuperata dagli oceani, ma è anche privo di elastan, la cui assenza garantisce la totale circolarità del prodotto.

Yamamay si muove dunque per una conversione del mondo della moda e del tessile verso un diverso modo di produrre. Una svolta tanto più auspicabile, se si considera che l’industria della moda è a oggi una delle più inquinanti al mondo.

Alcuni dati, dalla rivista Altrɘconomia. I ricercatori dell’Agenzia europea dell’ambiente hanno inserito la produzione tessile tra le prime cause di inquinamento ambientale su scala globale: per fare un esempio, il settore consuma più energia rispetto a quelli del trasporto navale e aereo sommati e entro il 2050 sarà responsabile per circa il 25% sul totale del bilancio di CO2.

E ancora, i vestiti rilasciano negli oceani mezzo milione di tonnellate di microfibre all’anno, pari a circa 50 miliardi di bottiglie di plastica (per saperne di più leggi il report dell’European Environment Agency, CLICCA QUI):

Per sapere di più sugli impegni di Yamamay a favore della sostenibilità CLICCA QUI.

#Yamamay #sustanaiblefuture #RegioneLombardia #SostenibilitàInLombardia #Lombardiasostenibile

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12 mag 2022

Gruppo CAP è la prima azienda in Italia e la seconda in tutta Europa sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2, dopo la svizzera Logitech.

Lo certifica il Report Europe’s Climate Leaders 2022 curato dal prestigioso Financial Times in collaborazione con Statista.

Un riconoscimento importante sul fronte della sostenibilità per il Gruppo lombardo,  gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, da tempo attento all’impatto ambientale delle proprie azioni (con un impegno sancito nel Piano di Sostenibilità pubblicato nel 2019) e tra i sottoscrittori del Protocollo di sviluppo sostenibile di Regione Lombardia.

Alla sua seconda edizione, l’Europe’s Climate Leaders ha analizzato 400 aziende europee (con un fatturato minimo di 40 milioni di euro) che hanno ottenuto la maggiore riduzione dell'intensità delle loro emissioni di gas serra (GHG) nel periodo tra il 2015 e il 2020.

Il primo dato, definito “intensità delle emissioni”, rappresenta le tonnellate di emissioni prodotte rispetto ai ricavi ottenuti.

Dunque secondo i risultati del report Europe’s Climate Leaders, nel corso degli ultimi cinque anni CAP è riuscita a ridurre del 45% le emissioni di anidride carbonica.

“Il report stilato dal Financial Times certifica il nostro impegno nel cercare soluzioni innovative per fare industria nel rispetto dell’ambiente, consapevoli del fatto che il rischio globale diviene l’orizzonte fondamentale del pianeta - è il commento di Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP -. Oggi questo impegno deve riguardare tutto il mondo dell’industria e in particolare a quella pubblica, soprattutto nell’ambito della gestione di servizi di pubblica utilità. Noi abbiamo voluto adottare un piano di sostenibilità che coinvolge i territori e la società in cui operiamo”.

Le soluzioni sostenibili di CAP

È sempre Russo a spiegare come è stato raggiunto il traguardo del podio europeo e italiano nel Report Europe’s Climate Leaders.

“Prima di tutto misuriamo attentamente le emissioni, abbiamo adottato un approccio analitico e ci siamo dati una regola: tutto quello che non riusciamo a ridurre, lo dobbiamo compensare”.

Altro caposaldo, “acquistiamo soltanto energia da fonti rinnovabili e quella che produciamo proviene da cogenerazione o fotovoltaico. Inoltre, realizziamo biometano dai fanghi e presto lo produrremo anche dalla FORSU (il rifiuto organico, ndr) e, coerentemente, abbiamo riconvertito il parco auto aziendale: i nostri veicoli, oggi, vanno a biometano e sono carbon neutral”.

L’obiettivo a lungo termine è quello di adottare un sistema sempre più circolare nella gestione del ciclo idrico integrato dell’acqua. In cifre, il Piano di Sostenibilità 2019 di CAP punta a recuperare dalle attività produttive la maggior quantità possibile di energia e materia, per arrivare a ridurre entro il 2033 l’impatto di CO2 del 40% e il volume dei fanghi (gli scarti prodotti dalla depurazione dell’acqua) dell’87%.

Per quel che riguarda poi direttamente il business della gestione del servizio idrico, e tenendo conto che per depurare le acque è necessario utilizzare reagenti chimici, “acquistiamo - spiega ancora il presidente Russo - quelli a minore impatto ambientale. Abbiamo poi ridotto la pressione sulla rete idrica, ottimizzando i consumi dei nostri quasi 7 mila chilometri di rete di acquedotto.

Infine, nelle gare d’appalto premiamo i fornitori che presentano progetti ecosostenibili e che compensano le emissioni”.

Sempre sul fronte dell’attenzione all’ambiente, di recente Gruppo CAP ha sottoscritto un finanziamento da 100 milioni con la BEI (la Banca Europea per gli Investimenti), a sostegno di un piano di investimenti da 200 milioni “per  migliorare la copertura, la qualità e la resilienza del nostro servizio idrico integrato”.

L’Italia nella classifica FT

In totale le aziende italiane presenti nella seconda edizione del Report del Financial Times sono 19. A guidare la classifica è il Regno Unito, con ben 120 aziende pari a oltre un quarto del totale, seguito da Germania (52) e Francia (44).

#climatechange #GruppoCAP #emissioni #CO2 #acqua #fanghi #economiacircolare #sostenibilità #svilupposostenibile

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27 apr 2022

Il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia è stato presentato da Regione Lombardia a settembre 2019 e da allora ha raccolto decine e decine di adesioni.

Fra queste assume particolare rilievo la sottoscrizione dell’imprenditore Matteo Ward, co-fondatore e CEO di WRÅD, che commenta così: “consapevoli di dover intensificare la cooperazione tra le imprese private e il settore pubblico, siamo entusiasti di aver aderito al Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia assieme all’assessore Raffele Cattaneo. Un passo importante per l’ascesa di nuovi e concreti modelli per un reale cambiamento sistemico”.

Il documento regionale impegna i sottoscrittori ad applicare alla propria attività il principio dello sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni economica, sociale e ambientale, a concorrere alla realizzazione delle azioni per l’attuazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (il documento strategico di Regione Lombardia su questi temi), e a definire un proprio programma di impegni - con i relativi tempi di attuazione.

L’attuazione del Protocollo è in linea con una realtà come WRÅD, studio di design e impresa innovativa focalizzata sulla sostenibilità, nata per mettere in discussione lo status quo del settore tessile attraverso l'educazione, l'innovazione e il design.

Questo è segno evidente che i temi ambientali interessano non solo le imprese ma anche le nuove generazioni di imprenditori – dichiara l’assessore Raffaele Cattaneo - la collaborazione pubblico-privato è ciò che serve sulla strada di un reale sviluppo sostenibile. Non posso che esortare ad andare avanti!”

#sostenibilitàinlombardia #lombardiasostenibile #tessile #fashion #moda #economiacircolare #challengethestatusquo #fashionrevolution #sinergia #pubblicoprivato #svilupposostenibile

@MatteoWard @wrad_living

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22 mar 2022

Contributo a cura di SEA Aeroporti

SEA, come gestore aeroportuale, da più di dieci anni si sta impegnando sulla sostenibilità e negli ultimi anni, insieme a tutto il comparto aereo, sta procedendo con decisione sugli investimenti e sui progetti che riguardano lo sviluppo sostenibile.

Il trasporto aereo è sempre stato sinonimo di crescita e progresso ma questo percorso deve essere fatto oggi in maniera sostenibile. L’impegno di SEA per raggiungere tale obiettivo non si focalizza solo sul tema della riduzione delle emissioni dirette e indirette di CO2 provocate dall’infrastruttura aeroportuale, ma si rivolge anche a tutti gli altri soggetti della filiera in particolare alle compagnie aeree.

Lo scopo è quello di far diventare l’aeroporto un vero e proprio abilitatore del processo di transizione ecologica di tutto il settore. Per fare questo è necessario un lavoro di squadra che coinvolga tutti gli operatori della industry e stringa rapporti di partnership strategici, perché le sfide non si vincono da soli.

Collaborare per facilitare la transizione

A metà febbraio SEA ha firmato un accordo con Airbus affinché gli aeroporti di Linate e Malpensa siano pronti a far volare i primi aerei ad idrogeno che Airbus metterà sul mercato a partire dal 2035.

Malpensa diventerà un laboratorio d’avanguardia per l’implementazione delle tecnologie legate all’impiego dei nuovi carburanti, diventando una hydrogen valley, un ecosistema che include sia la produzione sia il consumo di idrogeno.

Se l’accordo con Airbus segna una rivoluzione sul lungo periodo, l’accordo con ENI per introdurre i rifornimenti di biocarburante anche ai voli commerciali - attualmente vengono già riforniti i voli privati - anticipa già da subito il contributo di SEA alla transizione ecologica. L’utilizzo di combustili SAF (Sustainable Aviation Fuel) rappresenta una vera e propria rivoluzione nel settore aeroportuale.

Un modo per approcciare con le giuste misure e gradualmente la decarbonizzazione di tutte le infrastrutture associate all’aeroporto.

SEA è, inoltre, impegnata con Snam per realizzare una stazione di produzione e stoccaggio di idrogeno verde per i mezzi aeroportuali ed eventualmente anche per la mobilità esterna. Con questo progetto (OLGA) finanziato dall’Ue con quasi 25 milioni di euro, di cui 3,5 milioni complessivi sono stati assegnati ai partner italiani SEA (1,54 milioni) e Snam (1,1 milioni) gli impianti dovrebbero essere pronti per il 2023-2024.

SEA sta anche lavorando con altri operatori sul fronte della mobilità sostenibile per rendere meglio accessibile soprattutto Malpensa via ferro, ma sicuramente il progetto più affascinante in cantiere è quello dell’advanced air mobility: i cosiddetti taxi volanti che in un prossimo futuro vedremo volare sulle nostre teste e che andranno a decongestionare il traffico a terra.

A tale scopo, recentemente, è stato firmato anche l’accordo con SkyPorts per costruire in Italia, iniziando da Milano, una serie di vertiporti che diverranno le infrastrutture di decollo e atterraggio dei nuovi velivoli gestiti da SEA.

L’amministratore delegato di SEA, Armando Brunini, ha anticipato questa visione di sviluppo sostenibile anche durante il suo intervento al Forum regionale 2021

#vertiporto #aerotaxi #transizioneecologica #mobilitàsostenibile #decarbonizzazione #idrogeno #hydrogenvalley

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1 mar 2022

La Lombardia sui rifiuti procede verso la sostenibilità e l’attuazione dell’economia circolare. “La nostra regione resta fra le più virtuose per la raccolta differenziata, che qui raggiunge il 73%. Mentre per il recupero di materia ed energia si arriva al 90%. Inoltre, è cresciuto anche il recupero di rifiuti speciali. A conferma che la Lombardia è all’avanguardia”.

Così l’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, ha commentato la presentazione dei dati del Report 2020 su “Produzione, gestione e recupero dei rifiuti urbani in Lombardia”, realizzato da ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) Lombardia.

“Mentre ci si poteva aspettare che il lockdown generasse un aumento nella produzione dei rifiuti urbani – ha continuato l’assessore Cattaneo – nel 2020 la produzione è calata del 3,4% rispetto al 2019. Così come cala anche del 2,1% la produzione pro capite di rifiuti”.

I rifiuti urbani in Lombardia

In Lombardia, come nel resto del Paese, nel 2020 le misure per contrastare l’emergenza sanitaria da Covid-19 hanno influito in maniera significativa sui consumi e, di conseguenza, anche sulla produzione dei rifiuti urbani che, con un totale di 4.677.223 tonnellate, ha fatto registrare appunto una flessione del -3,4% rispetto al 2019. In termini di produzione pro-capite, durante il 2020, ogni singolo cittadino lombardo ha prodotto 469,3 kg/ab*anno (1,29 kg/ab*giorno), circa -2,1% rispetto al dato 2019 (479,1 kg/ab*anno, 1,31 kg/ab*giorno).

La raccolta differenziata

“In aggiunta alla diminuzione della produzione totale di rifiuti – ha spiegato l’assessore – e nonostante le condizioni più complesse del lockdown, che faceva presumere ad un aumento dei rifiuti indifferenziati, in realtà anche nel 2020 la Lombardia si conferma fra le regioni più virtuose con l’aumento della raccolta differenziata. Con un totale di 3.428.177 tonnellate raggiunge il 73,3%, migliorando il risultato del 72% del 2019. Nonostante il periodo legato all’emergenza sanitaria e alle indicazioni dell’ISS di utilizzare la raccolta indifferenziata in caso di persone contagiate, la Lombardia è riuscita a mantenere un ottimo livello di raccolta differenziata, grazie all’impegno di tutti i cittadini”.

“Ancora una volta – ha evidenziato Cattaneo – la Lombardia, che nel 2010 aveva una raccolta differenziata pari al 49,2% e raggiungeva il 60% nella sola provincia di Cremona, oggi si configura tra le regioni più virtuose raggiungendo e superando nella maggior parte del territorio l’obiettivo nazionale di raccolta differenziata al 2012 al 65%. Il dato nazionale (Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA 2021) è pari a 63,0%, mentre quello del nord Italia è pari a 70,8%”.

Raccolta differenziata: meno umido, più plastica

Spostando il focus sulle singole frazioni, in generale, si registrano valori assoluti inferiori al 2019, per i motivi connessi a una diminuzione totale della produzione. In particolare, si sottolinea una diminuzione della frazione umida che si attesta nel 2020 a 770.934,4 tonnellate (nel 2019 è pari a 799.920,45 tonnellate). Questo è dovuto probabilmente alle chiusure e limitazioni che hanno riguardato il settore della ristorazione.

Si è registrato invece un aumento della plastica che si attesta nel 2020 a 216.289,5 tonnellate (nel 2019 è stata pari a 170.879,04 tonnellate). Si può ipotizzare di imputarlo a un aumento della produzione di imballaggi da consumi domestici e al massiccio ricorso all’asporto.

Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

Continua a salire il valore della raccolta RAEE: + 5,4% rispetto al 2019. La percentuale più consistente è rappresentata da lavatrici, lavastoviglie, forni, cappe, seguiti da frigoriferi, condizionatori, congelatori e da piccoli elettrodomestici, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici. In calo, atteso e fisiologico, il peso degli apparecchi con schermi. Ultimo posto, connaturato alla natura del prodotto, per le sorgenti luminose.

Recupero di materia ed energia ancora in crescita

“Il recupero di materia e energia – ha specificato l’assessore Cattaneo – evidenzia valori in crescita, confermando il trend in aumento degli anni scorsi. Rispetto al 2019 (84,6%) e al 2018 (83,9%), nel 2020 il recupero diretto (primo destino) di materia e di energia è quindi pari all’85% e, se sommato ai quantitativi in uscita dai TMB (trattamento meccanico biologico), arriva al 90%. Due terzi come materia, un terzo come combustibile per produrre energia. Un esempio concreto di economia circolare”.

“A questo va sommata – ha aggiunto l’assessore – la quota di scarti delle frazioni oggetto di raccolta differenziata che vanno a ulteriore recupero di materia ed energia come secondo destino innalzando ulteriormente il totale di ciò che viene recuperato”.

Nel 2020 il recupero di materia sul totale dei rifiuti urbani è stato del 63,4%, a fronte del 62,3% del 2019. Il recupero di energia sul totale rifiuti urbani compresi i quantitativi dei rifiuti sottoposti a TMB e inviati poi a termovalorizzazione è 26,56%. Il dato segna una diminuzione rispetto al 2019 (27,6%) in quanto sono diminuiti i rifiuti urbani indifferenziati, conseguenza dell’aumento della raccolta differenziata.

Verso ‘zero’ discarica

Nel 2020 sono state conferite direttamente in discarica solo 2.396 tonnellate di rifiuti urbani non differenziati (corrispondenti allo 0,05% del totale dei rifiuti urbani), in diminuzione rispetto al 2019, quando ne erano state smaltite 3.838 tonnellate (pari allo 0,08 % del totale dei rifiuti urbani). Come secondo destino, cioè considerando anche i rifiuti decadenti da Tmb, si arriva a 38.454 tonnellate, pari a solo 0,8% del totale dei rifiuti urbani prodotti.

“Questo – ha commentato Cattaneo – conferma il successo delle politiche di azzeramento della discarica per la gestione dei rifiuti adottate in Lombardia a partire dal 1996. La discarica infatti è solo l’ultimo destino possibile. Un dato che ha saputo migliorarsi anche nella situazione emergenziale data dalla pandemia”.

Da ARPA dati preziosi per verifica azioni e nuove strategie

“Come ogni anno il report fornisce un quadro circostanziato e rappresenta uno strumento fondamentale per verificare l’efficacia delle politiche adottate in Lombardia - ha sottolineato il direttore generale di ARPA Lombardia, Fabio Carella -, una delle regioni più avanzate in questo settore. I dati elaborati dall’Agenzia attraverso l’applicativo O.R.SO. (Osservatorio Rifiuti Sovraregionale), infatti, insieme ai controlli effettuati sugli impianti, permettono ai decisori la messa a punto di strategie sempre più incisive per lo sviluppo di un sistema economico rigenerativo”.

Alta capacità di smaltimento rifiuti

La dotazione impiantistica lombarda conferma la capacità di smaltimento in totale autosufficienza, andando spesso a sopperire anche alle carenze impiantistiche delle altre regioni.

Anche nel 2020 oltre il 98% dei rifiuti prodotti in Lombardia sono stati gestiti negli impianti della regione (primo destino), in particolare quelli urbani non differenziati. Il 2% residuo deriva dalla presenza di comuni confinanti con altre regioni che in alcuni casi hanno conferito in impianti non lombardi. In Emilia-Romagna (1%) in particolare per il verde, in Veneto (0,46%) specialmente per umido, verde, raccolta e trattamento di apparecchi elettrici, elettronici e medicali e plastica; in Piemonte (0,32%) in particolare per multimateriale e inerti.

Rifiuti speciali

La produzione totale di rifiuti speciali comprensivi degli inerti derivanti da costruzione e demolizione nel 2019 è stata pari a 33.486.938. Di questi i rifiuti speciali rappresentano 18.869.786 tonnellate, con un aumento percentuale del +2,4% rispetto al 2018, un risultato che corrisponde a circa il 23% della produzione nazionale. I rifiuti non pericolosi ammontano a 15.949.732 tonnellate, con un incremento del +3,0% rispetto al 2018 (15.481.451 t), mentre i rifiuti pericolosi ammontano a 2.920.055 tonnellate, mantenendosi pressoché stabili rispetto al 2018 (2.927.442 t), con una variazione del -0,5%.

Anche per quanto riguarda i rifiuti speciali, negli anni si è assistito a un aumento del recupero delle materie, che è passato dal 63% nel 2002 all’ 85,5% nel 2019. Negli impianti lombardi sono state gestite circa 46 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui quasi 39 milioni sottoposte ad operazioni di recupero.

Focus rifiuti inerti

I rifiuti inerti ammontano a 14.617.152 tonnellate e sono aumentati del 7,5 % rispetto al 2018. Su questi Regione Lombardia ha avviato un sistema per favorire l’incontro fra domanda e offerta degli aggregati riciclati inerti. ‘Un esempio di economia circolare – spiega l’assessore – applicata ai rifiuti speciali è il ‘Market inerti’, un ‘negozio’ online che favorisce lo scambio dei materiali di scarto derivanti da demolizione e costrizione e che contribuisce a dare slancio alle attività di recupero e così limitando l’utilizzo di nuove risorse naturali’.

Verso un nuovo programma gestione rifiuti

“Questi dati – ha sottolineato Cattaneo – confermano come la Lombardia stia procedendo verso l’attuazione dell’economia circolare. Nelle scorse settimane abbiamo avviato la fase conclusiva della Valutazione Ambientale Strategica del Programma Regionale di Gestione dei rifiuti (PRGR), che concorre all’attuazione delle strategie comunitarie di sviluppo sostenibile, oltre a rappresentare lo strumento di programmazione attraverso definire in maniera integrata le politiche in materia di prevenzione, riciclo, recupero, smaltimento rifiuti e gestione siti inquinati da bonificare”.

“Con questo piano, che sarà approvato entro il prossimo mese di aprile, Regione Lombardia evidenzia l’importanza di passare dal rifiuto alla risorsa – ha concluso Cattaneo – riducendo ulteriormente la produzione dei rifiuti e incrementando i già elevati standard qualitativi della raccolta differenziata”.

Focus Milano: nel 2020 la produzione cala del 6,4% a causa del Covid

L’andamento della produzione totale dei rifiuti urbani a livello provinciale segue quello regionale, evidenziando una flessione, visibile in particolare nella provincia di Milano (-6,4%), legata con molta probabilità alle misure di contrasto al Covid-19.

Un dato in diminuzione anche nelle province di Sondrio (-1,9%), Como (-1,8%), Varese ( -1,2%), Lecco (-0,6%), Brescia (-0,5%) e Bergamo -0,3%. Mentre, a parte il lieve scostamento di Monza Brianza (+0,8%), l’incremento della produzione dei rifiuti urbani è stato registrato nelle province della bassa pianura: Lodi (+2,5%), Pavia+2,2%, Mantova (+2,1%) e Cremona +1,3%.

Mantova ancora la più virtuosa nella raccolta differenziata

Anche nel 2020, sono 10 le province che si attestano oltre il 65% di raccolta differenziata. La provincia più virtuosa è ancora Mantova con 87,10% (+0,3% rispetto al 2019). Seguita da Monza e Brianza con 79,19% (+1,5%), Cremona con 78,58% (+0,2%), Varese con 78,17% (+1,1%); Bergamo 77,42% (+1,7%), Brescia 77,27% (+0,6%), Lodi 75,16% (+0,1%); Lecco 71,67% (+0,8%), Como 70,02% (+2,2%), Milano 68,91% (+2,2%), Sondrio 57,24% (+1,8%). Chiude la classifica Pavia, che tuttavia, con 159.816 tonnellate vede la percentuale di raccolta differenziata salire al 58,07%. Con un aumento del +6,0% rispetto al 2019.

Nel 2019 sono ancora le province di Bergamo, Brescia e Milano a produrre più della metà dei rifiuti speciali (56,4%) della Lombardia. Rispetto al 2018, i dati evidenziano un incremento della produzione in particolare nelle province di Pavia (+ 6,1%) e Cremona (+4,6%). A seguire Como (+1,8%), Brescia (+1,2%), Bergamo (+1%); infine Monza e Brianza (+0,9%), Lodi (+0,4%). Le province in cui si registra un calo più importante sono Lecco (-8.9%) e Mantova (-4,4%). A seguire Milano (-2.3%), Sondrio e Varese (-1,4%).

 

#rifiuti #raccoltadifferenziata #economiacircolare # rifiutiurbani #recupero

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23 feb 2022

La transizione ecologica non può prescindere da una decarbonizzazione del settore dell’Aerospazio. Dove ci si possono porre obiettivi concreti: ad esempio, arrivare ad abbattere del 75% le emissioni inquinanti dei voli a lungo raggio, grazie all’utilizzo di carburanti alternativi non fossili.

Questo è uno dei dati che emergono dal paper “Decarbonizing aerospace - A road map for the industry’s lower-emissions future pubblicato di recente sul blog di Deloitte Italia, network di società che fa capo all’azienda leader nei servizi di consulenza e che conta un team di 150 professionisti dedicati al nodo sostenibilità, con competenze che spaziano negli ambiti Energy, Climate Change, Carbon Neutrality, Salute, Ambiente e Sicurezza sul lavoro (HSE) e Biodiversità.

Deloitte Italia è tra i nuovissimi sottoscrittori del Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, attivato da Regione Lombardia nel settembre 2019 per coinvolgere imprese, Enti Locali, associazioni del territorio in azioni concrete in linea con i 17 SDGs dell’Agenda ONU 2030.

Per sapere di più sul Protocollo clicca qui e per conoscere i sottoscrittori clicca qui.

I numeri dello studio Decarbonizing aerospace

Deloitte ricorda dunque anzitutto l’impatto ambientale dei voli aerei in un mondo globalizzato. Un volo andata e ritorno da Londra a New York genera in media più di 1 tonnellata di CO2 a passeggero, quasi quanto ne produce un cittadino in un anno in un paese in via di sviluppo.

La sola aviazione commerciale pesa per il 2-3% delle emissioni globali di CO2 e nel quinquennio 2013-2018 queste sono cresciute del 32%. Entro il 2050 si attende un incremento delle stesse pari a 2,5 volte il livello raggiunto nel 2019 e, quindi, il raggiungimento di un peso pari al 22% delle emissioni globali.

Le emissioni generate durante l’uso dei velivoli costituiscono da sole il 70% delle emissioni totali. Come limitarle?

Il paper suggerisce diverse opzioni. A cominciare da motori a propulsione elettrica o a idrogeno e dall’utilizzo di carburanti non fossili, passando per design innovativi per aumentare l’efficienza nei consumi e lo sviluppo di infrastrutture a supporto dei carburanti non tradizionali.

Cosa sono i carburanti alternativi

Attualmente la propulsione elettrica e quella a idrogeno non sembrano due strade percorribili. Deloitte nota che la prima è applicabile solo al corto raggio, richiede “una reingegnerizzazione dei sistemi di propulsione e dei velivoli stessi oltre a investimenti in batterie e fonti di ricarica”. Quanto all’idrogeno, presenta “complessità tali da limitarne la commerciabilità”.

I carburanti per aviazione sostenibile (o SAF) rappresentano invece un’opzione molto più facilmente praticabile e consentono una riduzione delle emissioni che può raggiungere l’80% a seconda della materia prima sostenibile utilizzata, dal metodo di produzione e della filiera di distribuzione fino all’aeroporto.

Secondo le stime Deloitte, allora, “entro il 2050 si potrebbero ridurre del 75% le emissioni dei voli a lungo raggio grazie all’utilizzo di carburanti alternativi e abbattere del 60% le emissioni dei velivoli leggeri e voli a corto raggio grazie all’utilizzo della propulsione elettrica”. 

Il nodo incentivi

Se invertire rotta è indispensabile, e dunque anche praticabile, Francesco Legrottaglie (Aerospace & Defense Leader e partner di Deloitte Italia) sottolinea però che “non è così immediata la comprensione della difficoltà per gli stessi operatori del settore ad aderire al cambiamento”. E conclude che “l’identificazione delle soluzioni tecnologiche adatte, che possano però avere diffusione industriale, richiede l’indispensabile supporto pubblico in particolare sotto forma di incentivi”.

Incentivi, si precisa, “sia a favore sia delle compagnie aeree, sia delle società che producono e distribuiscono energia”.

Quella tra pubblico e privato è in questo caso secondo Legrottaglie “una collaborazione virtuosa oltre che necessaria, perché conduce alla definizione di una road map chiara e a strategie, anche politiche, esplicite, presupposto fondamentale di attrazione per i fondi di private equity quando si investe in R&D e tecnologie pionieristiche”.

#energia #climatechange #carbonNeutrality #Salute #Ambiente #Sicurezzasullavoro #biodiversità #decarbonizzazione #R&D #ricercaesviluppo #PE

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26 gen 2022

Nuova e importante adesione al Protocollo di Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia. È quella di SEA, la società pubblico-privata che gestisce gli scali di Linate e Malpensa: tra i primi 10 gestori aeroportuali in Europa per volume di traffico passeggeri e merci, secondo in Italia per numero passeggeri e primo per merci trasportate.

Con la sottoscrizione del Protocollo, il 20 gennaio, SEA si impegna dunque a sviluppare, nell’ambito della propria attività, iniziative e azioni a favore della sostenibilità lavorando su proposte e idee di mitigation strategies applicabili a tutte le operazioni aeroportuali.

La firma in calce al Protocollo, accanto a quella dell’assessore regionale all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, è quella dell’AD e Direttore Generale di SEA, Armando Brunini.

Il ruolo del Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile

Il Protocollo di Sviluppo Sostenibile è stato presentato da Regione Lombardia a settembre del 2017 e da allora ha raccolto decine e decine di adesioni dagli stakeholder regionali: con la firma di SEA, a oggi sono 88 i sottoscrittori.

Il documento regionale impegna i sottoscrittori ad applicare alla propria attività il principio dello sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni economica, sociale e ambientale, a concorrere alla realizzazione delle azioni per l’attuazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (il documento strategico di Regione Lombardia su questi temi), e a definire un proprio programma di impegni - con i relativi tempi di attuazione - nelle aree di azione individuate dal Protocollo: dall’economia circolare alla transizione a una economia a basse emissioni di carbonio; dal contenimento del consumo di suolo alla tutela delle risorse idriche e della biodiversità.

Sempre sui temi al centro del Protocollo e della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile si è poi aggiunta un’altra iniziativa di rilievo di Regione Lombardia, quella del Forum Regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

L’impegno di SEA

Dal giugno 2019, SEA aderisce a “NetZero2050”, iniziativa promossa da ACI Europe per raggiungere entro il 2050 lo “zero netto” di emissioni CO2 generate. Sempre sul fronte della sostenibilità un impegno della società di gestione degli scali milanesi è quello di ridurre al minimo l’impatto ambientale dei rifiuti, e favorire riuso e riciclo attraverso una forte spinta alla raccolta differenziata nei due scali.

Nel 2021, SEA è stata selezionata tra le 150 aziende italiane “Leader della Sostenibilità 2021” in seguito a un assessment condotto dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore e dalla società tedesca Statista su circa 1.500 aziende operanti in Italia.

L’impatto ambientale del settore aereo

A livello europeo, tra i principali obiettivi fissati dal comparto Aviation ci sono: Net Zero Emission entro il 2050 da tutti i voli interni e in partenza da aeroporti UE (con una “forte riduzione” entro il 2030), la riduzione degli inquinanti e il miglioramento della qualità dell’aria locale.

Quanto alle emissioni CO2, quelle del trasporto aereo in Europa sono cresciute del 27,6% tra il 2013 e il 2019, in controtendenza rispetto agli altri settori ETS come energia e manifattura (-19,7%). Il Climate Action Tracker (istituto di politiche climatiche indipendente) considera poi il livello di emissioni target dell’aviazione internazionale al 2030 come “criticamente insufficiente”.

Ci sono poi altri dati significativi, tra quelli riportati sempre nel Sustainability Report 2020 della SEA: la technology disruption relativa all’entrata in commercio di modelli di aeromobili a “emissioni zero” (elettrici o a idrogeno) è prevista non prima del 2035 (per le tratte a corto-medio raggio). Entro il 2050 oltre 10 mld di passeggeri saranno trasportati per via aerea per circa 20 miliardi km/anno. Senza alcun ulteriore miglioramento nella tecnologia, nei combustibili o nelle operazioni, questa attività genererebbe circa 1.800 miliardi di tonnellate (Mt) di CO2 (erano mille miliardi circa del 2019). La misura che viene considerata maggiormente capace di contribuire alla riduzione delle emissioni aviation è l’utilizzo spinto di Sustainable Aviation Fuel (in combinazione con l’offsetting).

Per quel che riguarda poi la gestione degli scali aerei, non bisogna dimenticare che oltre alle emissioni legate al ciclo LTO dei veivoli - avvicinamento e atterraggio, rullaggio, decollo e salita, ovvero tutte le operazioni compiute sotto i 900 metri di altezza - sono da conteggiare anche quelle prodotte dai veicoli che accedono agli aeroporti, e quelle legate ai consumi delle infrastrutture presenti negli scali.

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21 mag 2021

Torna la Giornata nazionale sulla Bioeconomia, ovvero quell’economia centrata su un nuovo modello di sviluppo che utilizza le risorse biologiche terrestri e marine, nonché gli scarti, come input per l’alimentazione, la produzione industriale e quella di energia.

Organizzata dal Cluster nazionale SPRING insieme ad Assobiotec e in programma quest’anno il 27 maggio, la Giornata nazionale alla sua terza edizione rappresenta un momento importante: a livello divulgativo per presentare a un pubblico diversificato cos’è e quali opportunità offre, e come approfondimento per chi già opera in questo ambito.

Visto il contesto della pandemia, tutti gli appuntamenti si terranno come eventi social, webinar e workshop online.

Tra gli eventi previsti c’è quello promosso da APRE - Agenzia Per la Promozione della Ricerca Europea, che organizza un webinar (dalle ore 11 alle ore 13) sulla formazione per la Bioeconomia nelle scuole: A scuola di futuro con la Bioeconomia presenterà una serie di buone pratiche e progetti messi in campo con gli alunni delle scuole di diverso ordine e grado.

Un’occasione, anche, per presentare il libro per bambini “Scopriamo la Bioeconomia” promosso dal progetto TRANSITION2BIO. Come seconda sessione invece un dialogo tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca e dell’industria sul ruolo della Bioeconomia nella scuola della transizione ecologica.

Per registrarti al webinar APRE, clicca qui.

Per il programma, vai a questo link.

Il Rapporto sulla Bioeconomia

Come ricorda l’ultimo Rapporto sulla Bioeconomia, realizzato dalla Direzione Centro Studi di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Assobiotec, “la necessità di una transizione rapida verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile e resiliente assegna alla Bioeconomia un ruolo molto rilevante. La sua natura fortemente connessa al territorio, la sua capacità di creare filiere multidisciplinari integrate nelle aree locali e di restituire, grazie a un approccio circolare, importanti nutrienti al terreno, la pongono come uno dei pilastri del Green New Deal lanciato dall’Unione Europea”.

(per leggere il Rapporto completo, pubblicato a giugno 2020, vai questo link).

Tra i settori in cui l’Italia può essere competitiva nel campo della Bioeconomia c’è - accanto a agricoltura, silvicoltura, pesca, alimentare, industria del legno e della carta - quella parte del settore chimico che può utilizzare prodotti rinnovabili come input.

Il ruolo del Cluster LGCA

A livello regionale un ruolo centrale nella promozione della Bioeconomia, dei sui orizzonti e delle sue potenzialità è infatti quello del Cluster LGCA - Lombardy Green Chemistry Association, che ha come fondatori Consorzio ItalbiotecInnovhub-SSIPolitecnico di MilanoUniversità degli Studi di Milano e come aree di interesse Chimica sostenibile, Bioraffinerie, Bioeconomia del futuro. Perché quest’ultima, sottolinea il Cluster, rappresenta “un passaggio obbligato per affrontare le grandi sfide planetarie: mutamenti climatici, scarsità di risorse, tutela dell’ambiente, multifunzionalità dell’agricoltura, salute, miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, nuove opportunità di crescita e occupazione, rafforzamento della competitività delle imprese”.

Il Cluster per la Chimica verde, che sostiene e partecipa a diversi progetti di Bioeconomia già avviati, è ora anche uno dei firmatari del Protocollo regionale lombardo sullo Sviluppo Sostenibile, l’iniziativa con cui Regione Lombardia ha voluto mettere in rete e a sistema tutti gli attori del territorio interessati a economia circolare, bioeconomia e agli altri ambiti e azioni promossi dall’Agenda ONU 2030.

Con l’adesione del Cluster LGCA salgono a 79 le realtà che hanno scelto di condividere il percorso e gli impegni previsti dal Protocollo regionale.

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13 mag 2021

Gruppo CAP, che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, ha firmato il Protocollo per lo Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, confermando il suo impegno concreto nel raggiungere i 17 SDGs dell’Agenda ONU 2030.

Sale così a 78 il numero di associazioni, imprese, università e centri di ricerca aderenti al Protocollo. Una rete di eccellenze, per un progetto condiviso di crescita e sviluppo ambientale, sociale ed economico del territorio. Per fare della Lombardia una delle regioni leader in Europa nei settori della transizione energetica e della decarbonizzazione.

La sottoscrizione del Protocollo per lo sviluppo sostenibile da parte del Gruppo CAP - commenta l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo - rappresenta un altro tassello del patto tra istituzioni e imprese, che abbiamo voluto avviare proprio con il Protocollo, per conseguire gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. La nuova sfida che abbiamo di fronte è dimostrare che l’ambiente è il nuovo nome dello sviluppo e che questo orienterà l’azione delle imprese. L’adesione da parte di una realtà attiva sul fronte del ciclo idrico e dell’economia circolare conferma che il cammino verso l'economia circolare, già imboccato da tempo da Regione Lombardia, prosegue con lobiettivo di essere la regione leader di questa transizione in Italia e in Europa”.

Per il Gruppo CAP, la sottoscrizione del Protocollo - il 6 maggio, con l’assessore Cattaneo e il presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP Alessandro Russo - rafforzerà la strategia di green economy già avviata due anni fa con il Piano di Sostenibilità della water utility, ispirato a tre principi guida: Sensibili, Resilienti e Innovatori.

Gli obiettivi su acqua, CO2, fanghi

In particolare, tra gli obiettivi indicati dal Piano di Sostenibilità c’è la riduzione di sprechi di acqua potabile, stimati in 20 milioni di metri cubi, incentivando l’utilizzo di acqua depurata per usi non domestici (irrigazione, pulizie) che passeranno da 750 mila metri cubi attuali fino ad arrivare a 6 milioni di metri cubi al 2033.

Guardando all’economia circolare, CAP intende massimizzare la maggior quantità possibile di energia e materia dalle attività produttive, per arrivare a ridurre entro il 2033 l’impatto di CO2 del 40% e il volume dei fanghi prodotti dalla depurazione dell’acqua dell’87%. Innovazione e digitalizzazione passano dal processo di modernizzazione di reti e impianti, dove la water utility prevede di ridurre il tasso di dispersione dal 24% al 15%, allineandosi al target indicato proprio dal PNRR.

Gli impegni del Protocollo

Aderendo al Protocollo, imprese, associazioni, università e centri ricerche si impegnano ad applicare in modo capillare strategie mirate a partire dalle proprie competenze e dalle proprie specificità, in favore dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall’ONU con l’Agenda 2030 che traccia l’insieme dei traguardi da raggiungere a livello globale. 

Il Protocollo lombardo ha acquistato un rilievo internazionale con la presentazione all’SDGs Summit delle Nazioni Unite (New York, 24-25 settembre) nel 2019, quale acceleration action per l’implementazione degli obiettivi di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile a livello territoriale.

Qui il link al comunicato stampa completo di Gruppo CAP.

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28 apr 2021

Enel Italia ha sottoscritto il Protocollo lombardo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia.

Azienda italiana tra i leader mondiali nello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e di infrastrutture sostenibili, Enel Italia, con la sua firma, si propone come un attore chiave nella transizione di Regione Lombardia verso un futuro sostenibile, resiliente e a emissioni zero.

Le sue aree di competenza sono molte e ampiamente legate agli obiettivi di Regione: sviluppo di impianti rinnovabili su edifici di proprietà pubblica come uffici, scuole, ospedali, centri sportivi; interventi per trasformare la rete elettrica in una smart grid, indispensabile per una crescita su larga scala delle fonti rinnovabili; supporto alle Amministrazioni attraverso strumenti digitali per la pianificazione dei servizi pubblici e lo sviluppo di smart cities; contributi a una mobilità sostenibile e integrata.

“La sottoscrizione del Protocollo per lo sviluppo sostenibile da parte di Enel - commenta l’Assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo – rappresenta il segno di patto tra istituzioni e imprese, che abbiamo voluto avviare proprio con il Protocollo, nel conseguire obbiettivi di sviluppo sostenibile. Le sfide che oggi dobbiamo affrontare sono la transizione dei sistemi economici, produttivi e sociali verso la neutralità carbonica, l’economia circolare, l’energia da fonti rinnovabili e la sostenibilità ambientale. Regione Lombardia vuole accompagnare questa transizione, prioritaria per il nostro Paese, al fianco delle imprese e delle istituzioni e dei cittadini. L’adesione da parte di una realtà così decisiva in questo percorso come Enel è un fatto di grande rilievo”.

Per leggere il comunicato di Enel Italia clicca qui.

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16 apr 2021

Il Protocollo, che sancisce l’impegno dei suoi sottoscrittori ad applicare il principio dello sviluppo sostenibile e a intraprendere azioni precise per realizzarlo, aggiunge due firme di rilievo alle 75 già presenti. Dal 30 marzo si è aggiunta infatti quella di Finlombarda S.p.A., la società finanziaria di Regione Lombardia che progetta, realizza e gestisce prodotti e servizi finanziari a sostegno delle imprese e dei professionisti lombardi, e affianca Regione Lombardia nella strutturazione di operazioni finanziarie in ambiti strategici per l’attrattività e la competitività del territorio.

Con l’adesione al Protocollo, Finlombarda rende ufficiale il suo impegno verso il raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs) di Agenda 2030 – l’agenda delle Nazioni Unite cui Unione Europea, Stato e Regione Lombardia aderiscono. Le sue azioni saranno legate a economia circolare, transizione ecologica e finanza sostenibile e si concentreranno specialmente sui goal 8 – “lavoro dignitoso e crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile”, 9 – “infrastruttura resiliente, promozione dell’innovazione e industrializzazione equa, responsabile e sostenibile” e 12 – “modelli responsabili di produzione e di consumo”.

“Il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile – ha ricordato l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo – vede già la sottoscrizione di 75 soggetti lombardi che hanno individuato e stanno sviluppando nella nostra regione centinaia di azioni a favore della sostenibilità. Esso rappresenta, all’interno del Piano regionale di sviluppo, la sede in cui Regione con le società regionali a essa collegate come Finlombarda, Enti locali e rappresentanti della società lombarda condividono gli obiettivi di sostenibilità. Lo sviluppo sostenibile guarda infatti a tutti i settori ed è l’unico modello di sviluppo possibile, non solo per l’ambiente, ma anche per l’economia e la finanza”.

Per leggere anche il comunicato stampa di Finlombarda clicca qui.

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15 apr 2021

Regione Lombardia si dota - prima e per ora unica Regione italiana a farlo - di un Catalogo regionale dei sussidi, sul modello di quello nazionale: ovvero un elenco ragionato dell’insieme degli interventi che hanno un effetto sull’ambiente, quale strumento di affiancamento alle decisioni pubbliche all’interno di una prospettiva di intervento che tiene conto anche di tematiche sociali e competitività economica.

Il punto di partenza

A livello nazionale il Catalogo, arrivato alla terza edizione, è curato dal Ministero della transizione ecologica e presentato annualmente al Parlamento; la Legge di Bilancio 2020 ha attribuito poi al Ministero dell’Ambiente il compito di studiare proposte per la programmazione della riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, per cui è stata costituita una specifica Commissione interministeriale.

Il Catalogo nazionale utilizza una accezione molto ampia di sussidio in cui sono ricompresi “incentivi, agevolazioni, finanziamenti agevolati ed esenzioni da tributi finalizzati alla tutela dell’ambiente”.

Alla base, una macro-distinzione tra sussidi diretti (on-budget) in bilancio versante delle spese e sussidi indiretti (off-budget), quantificabili attraverso stime o simulazioni differenziali del minor gettito ottenuto rispetto ai benchmark di riferimento.

La terza edizione del Catalogo nazionale (CSA) ha identificato 171 misure con effetti ambientali potenzialmente rilevanti, per un totale di circa 44 miliardi di euro, classificati in tre categorie: sussidi ambientalmente dannosi (SAD) pari a 19,7 miliardi di euro, sussidi ambientalmente favorevoli (SAF) pari a 15,3 miliardi e sussidi incerti per 8,6 miliardi.

Il Catalogo regionale: il percorso

La novità lombarda, presentata dall’assessore ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo alla Giunta regionale e nel corso del Primo Forum Regionale Sviluppo Sostenibile (per guardare il video, vai a questa pagina), non si limita a duplicare il livello nazionale ma si inserisce nella Strategia per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia avviata nel 2018: un insieme di azioni e iniziative, pensate per rappresentare un passo avanti verso modelli di vita, di produzione e consumo più equilibrati, caratterizzati da un uso responsabile delle risorse a partire da quelle pubbliche.

In particolare, dalla Strategia è nato nel 2019 il Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto dai principali rappresentanti istituzionali e associativi, dal mondo della ricerca e dalle parti sociali del territorio. Tra gli impegni presi da Regione Lombardia è previsto proprio il Catalogo regionale dei sussidi. 

Il Catalogo regionale è stato costruito, con il supporto di PoliS Lombardia e grazie al confronto con le Direzioni Generali, mantenendo un allineamento alla metodologia nazionale, così da poter garantire un eventuale raffronto.

Le cifre a livello regionale

Il lavoro condotto ha permesso di identificare nel Catalogo regionale sussidi ambientalmente favorevoli pari a 224,9 milioni di euro e sussidi ambientalmente dannosi pari a 215,9 milioni di euro, concentrati soprattutto nei sussidi indiretti.

Sussidi indiretti (16 schede)

Nel caso della ricognizione regionale, i sussidi indiretti possono venire dalla disapplicazione dei tributi nazionali o dall’estensione delle fattispecie agevolative, dall’applicazione di aliquote inferiori a quelle applicate in altre regioni, dal mancato adeguamento nel tempo delle aliquote all’inflazione.

È stata quindi condotta una comparazione con altre realtà regionali (Veneto, Toscana, Emilia R., Piemonte), utile quale confronto di benchmark, che ha consentito di definire ordini di grandezza di possibili rimodulazioni per taluni tributi (tassa automobilistica, addizionale gas metano, emissioni sonore degli aeromobili, benzina per autotrazione, canoni d’uso delle risorse,….) che potrebbero rendere disponibili risorse aggiuntive per opere e interventi di miglioramento e compensazione ambientale.

Le possibili leve

Dall’analisi complessiva è ad esempio emerso che risorse importanti (oltre 300 milioni di euro) potrebbero essere ottenute attraverso la rimodulazione dei due maggiori tributi propri derivati (tassa automobilistica e addizionale metano).

L’indagine ha messo in luce anche una serie di misure che sono state giudicate come ambientalmente incerte, in particolare rispetto a riduzioni/estensioni della tassa automobilistica, che costituiscono un fattore di miglioramento qualitativo del parco veicolare ma anche un incentivo all’incremento quantitativo delle auto in circolazione.

I SAF attualmente adottati attraverso il sistema fiscale riguardano ancora l’applicazione della tassa automobilistica (una misura) e l’IRAP (tre misure, ancora da quantificare).

In entrambi i casi si tratta di iniziative recenti, attraverso le quali il governo regionale ha introdotto esplicitamente elementi di selettività e condizionalità che incentivano scelte ambientalmente favorevoli: nel primo caso rispetto alla composizione qualitativa delle nuove auto (con il vincolo assoluto di rottamarne delle vecchie); nel secondo riguardo alle scelte insediative delle attività produttive, favorendo logiche di prossimità e di rigenerazione urbana e territoriale. Best practice che potrebbero guidare ulteriori tentativi di utilizzare la leva fiscale non solo come strumento di gettito, ma anche come opportunità per indirizzare le preferenze dei singoli agenti economici verso obiettivi di interesse collettivo.

Sussidi diretti (94 schede)

Il Catalogo riporta le informazioni relative ad alcuni raggruppamenti tematici: agricoltura e pesca, ambiente e clima, infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile, sviluppo economico e bandi POR FESR 2014-2020.

La stragrande maggioranza delle misure inserite risultano SAF, con la particolare rilevanza dei fondi veicolati attraverso il Piano di sviluppo rurale (144 milioni di euro di SAF) e quelli legati al finanziamento della mobilità sostenibile. L’indicazione che ne scaturisce è, comunque, quella di accentuare attraverso i meccanismi selettivi e di condizionalità l’attenzione alle tematiche ambientali; in tal senso particolarmente rilevante il ruolo dell’Autorità Ambientale per l’utilizzo dei fondi strutturali, che agisce in una logica di integrazione della sostenibilità nella fase di costruzione delle diverse misure.

Un binomio fuorviante

Seguendo l’impostazione del Catalogo nazionale, si è utilizzata la nomenclatura che parla di sussidi ambientalmente dannosi e di sussidi ambientalmente favorevoli; tuttavia, tale rappresentazione sintetica “dannoso-favorevole” rischia di essere fuorviante, se non integrata con la valutazione del corredo informativo complessivo presente nella documentazione. 

Si verifica infatti che taluni sussidi individuati come favorevoli per il profilo ambientale non necessariamente sono, nel loro complesso, un’azione efficace della P.A., perché ad esempio si tratta di misure troppo costose rispetto ai benefici ambientali realmente prodotti o perché nel complesso non sostenibili se si considerano le ricadute sociali. Così come alcuni sussidi classificabili come ambientalmente dannosi prevedono un potenziale danno ambientale minimale, rispetto ad altre forme di beneficio complessivo.

Il Catalogo verrà aggiornato nel 2021 sempre coinvolgendo le Direzioni Generali e proponendo che l’approccio diventi ancora più sistemico nella fase di proposizione e preparazione delle politiche, per dare luogo a una valutazione dell’incidenza ambientale ex-ante dei sussidi. In un meccanismo decisionale di più ampio respiro, in cui le considerazioni di carattere ambientale vengono affiancate da valutazioni di carattere sociale ed economico, per massimizzare il risultato netto per la collettività.

 

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23 nov 2020

Si sono chiusi i lavori della tre giorni che Regione Lombardia ha dedicato alla sostenibilità, nell’ambito del percorso avviato per la costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile.

Tre giorni intensi di eventi e approfondimenti per riflettere sulle prospettive di sviluppo, proprio in questo momento di forte difficoltà per l’economia e la società a causa della pandemia.

Come ha confermato il Presidente Fontana all’apertura del Forum “La sostenibilità è il tema che sostiene il nostro futuro” ed è quindi un riferimento imprescindibile per la ripartenza.

 

Nei prossimi giorni, tutti i video delle diverse sessioni che hanno caratterizzato il Forum verranno messi a disposizione nella sezione dedicata su questo sito, con l’intenzione di discuterne ancora e raccogliere le ulteriori riflessioni da parte di tutti gli interessati.

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17 gen 2020

Nuova adesione al Protocollo per lo sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, lanciato lo scorso settembre. È quella del JRC di Ispra (VA), uno dei centri del servizio scientifico interno della Commissione Europea incaricato di supportare con consulenze indipendenti il processo decisionale dell’UE. Un impegno importante per una rinnovata azione comune di JRC e Regione, finalizzata a raggiungere i 17 Obiettivi Sostenibili dell’Agenda ONU 2030.

Ciascuno dei sottoscrittori, a partire da Regione Lombardia, è impegnato a realizzare azioni concrete di cui darà conto al Forum annuale per lo sviluppo sostenibile, in programma il prossimo giugno.

A sottoscrivere il Protocollo per il JRC di Ispra, la mattina del 17 gennaio 2020 alla presenza dell’Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, è stato Rien Stroosnijder, Capo Dipartimento Gestione.

Il ruolo dell’EMAS

L’occasione era quella del Tavolo annuale di confronto EMAS, il Sistema comunitario di ecogestione e audit (Eco-Management and Audit Scheme) a cui possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni, sia pubbliche che private, che vogliano impegnarsi a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale.

Il Tavolo di confronto EMAS è da anni un’occasione per condividere con le realtà locali l’operato e i progetti del JRC in materia ambientale sul sito di Ispra, e quindi di dimostrare l’impegno nel migliorare la propria performance ambientale, nonché di rafforzare il proprio ruolo di promotore dello sviluppo sostenibile.

La Lombardia come “locomotiva sostenibile”

“Siamo soddisfatti dell’adesione da parte del JRC al Protocollo per lo sviluppo sostenibile e della collaborazione attiva di questi anni. Regione Lombardia è impegnata nel 2020 a costruire la strategia regionale dello sviluppo sostenibile - ha ricordato l’assessore Cattaneo – che assume un significato particolare nei cinquant’anni dalla sua istituzione e nella prospettiva del Green Deal della Commissione Europea. Crediamo infatti in un lavoro comune e coordinato, che veda come attori tutti i soggetti che operano in Lombardia come il JRC e quindi la Commissione Europea, le imprese, le istituzioni, le associazioni, le università, le parti sociali, impegnati nel conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di promuoverne lo sviluppo.

Questo Protocollo – ha proseguito Cattaneo - che recepisce attivamente i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile definiti dall’ONU, promuove l’applicazione del principio dello sviluppo sostenibile in ambito economico, sociale e ambientale e l’impegno che Regione Lombardia si assume per diventare la locomotiva sostenibile d’Italia e d’Europa. È uno strumento che può catalizzare l'impegno di tutte le realtà che risiedono nella nostra Regione: è fondamentale infatti che si crei una grande alleanza tra ecologia ed economia, tra ambiente e imprese, tra ricerca e istituzioni”.

Rien Stroosnijder ha parlato di “orgoglio” per “l’eccellente collaborazione con Regione Lombardia, che ora sfocia nella stipula del Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile. Questo momento storico è caratterizzato da una nuova Commissione europea, guidata dalla Presidente von der Leyen, il cui primo punto in programma è la realizzazione del Green Deal e l’impegno dell’Unione europea a essere un punto di riferimento per tutto il mondo in tema di rispetto ambientale. Quest’approccio di condivisione è precisamente quanto JRC Ispra sta facendo attraverso il Tavolo di confronto EMAS: il Sito vuole essere un esempio e un punto di riferimento per lo sviluppo delle tematiche ambientali del territorio. La collaborazione pluriennale con Regione Lombardia, che si rafforza con la firma del Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, fa parte di questa strategia e si inserisce all’interno della programmazione a medio e lungo termine degli obiettivi strategici di JRC”.

Gli obiettivi del Sito al 2030

Il Capo Dipartimento Gestione ha quindi presentato i progressi del piano di sviluppo del sito del JRC Ispra al 2030, incentrato su quattro punti focali (uso di tecnologie avanzate per la gestione del sito, sviluppo sostenibile, maggiore apertura del sito al pubblico). In particolare il sito del JRC Ispra ha stabilito numerosi obiettivi entro il 2030, aumentando drasticamente l’utilizzo di energie rinnovabili (pannelli fotovoltaici, pompe di calore geotermiche) e in particolare facendo da precursore rispetto allo stesso Green Deal, che fissa tra l’altro la decarbonizzazione del sistema energetico entro il 2050 e l’incentivazione dell’economia circolare con riduzione delle emissioni di gas effetto serra del 50% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990).

Per implementare questo programma, il JRC Ispra sta continuando a investire sempre maggiori risorse in progetti ad alta valenza ambientale, beneficiando del know how innovativo e tecnologico dei propri ricercatori. I più recenti sviluppi sono la realizzazione non solo del nuovo centro conferenze, che potrà accogliere fino a 500 persone.

Ma anche di un centro visitatori all’ingresso del sito, con una superficie prevista di 1.100 metri quadrati, aperto al pubblico sette giorni la settimana per far meglio conoscere le attività della Commissione europea. Quest’ultima struttura sarà realizzata entro i primi sei mesi del 2021. Inoltre, è in corso di progettazione un nuovo impianto di trigenerazione all’avanguardia per una produzione dell’energia efficiente e sostenibile.

L’importanza del Tavolo di confronto EMAS come strumento di comunicazione e creazione di sinergie e collaborazioni fruttuose con il territorio e le parti interessate è stato confermato anche dall’intervento dell’Ingegner Salvatore Curcuruto, Responsabile Servizio Certificazioni Ambientali I.S.P.R.A. (in rappresentanza anche del Comitato Ecolabel ed Ecoaudit, organismo competente italiano per il rilascio della registrazione EMAS) sull’opportunità di utilizzare EMAS per favorire l’applicazione dell’economia circolare.

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18 nov 2019

Non solo nuove sottoscrizioni: il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile promosso da Regione Lombardia si arricchisce di una Community dedicata proprio su Open Innovation, uno spazio che possa accogliere i primi 55 sottoscrittori che hanno firmato il testo, presentato all’evento di lancio del 18 settembre. Ma anche, in prospettiva, quelli che aderiranno nei prossimi mesi.

Il nuovo strumento - uno spazio virtuale in grado di garantire confronto e aggiornamento costanti sul tema - è stato lanciato venerdì 15 novembre, al Tavolo operativo tra gli aderenti al Protocollo convocato dalla Presidenza e dalla DG Ambiente e Clima di Regione Lombardia.

L’incontro è stato l’occasione per fissare le prossime tappe dell’iniziativa. Il Protocollo prevede infatti che entro tre mesi dalla firma i sottoscrittori condividano con Regione le iniziative concrete prese all’insegna della Sostenibilità (il testo del Protocollo è disponibile in fondo alla pagina dedicata), che porterà avanti nei prossimi mesi con risorse proprie.

I contenuti in Community

La Community potrà allora ospitare gli aggiornamenti di ciascun sottoscrittore (almeno annuali) sul proprio programma di impegni, e presto anche un Format per la descrizione delle azioni all’interno di tale programma. In questo modo si avrà un monitoraggio condiviso dello stato di avanzamento dell’attuazione degli impegni e dei loro risultati effettivi, in vista della contributo alla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile che Regione dovrà definire entro il 2020.

Allo stesso tempo, la Community 
è pensata per accogliere e dare evidenza alle buone prassi del territorio sul tema sostenibilità: da quelle già attive a quelle a cui via via i sottoscrittori daranno vita, su impulso del Protocollo. Questo permetterà la costruzione di una sorta di catalogo di best practice. Catalogo utile anche per sviluppare azioni di diffusione e promozione sul territorio di una cultura e di un nuovo modello di sviluppo, in cui l’innovazione è al servizio della sostenibilità intesa nelle sue tre declinazioni: economica, sociale e ambientale.

Obiettivo di Regione è insomma far sì che gli sforzi per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 si traducano per la Lombardia in un’azione di sistema, capace di avere il suo peso all’interno della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

 

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14 nov 2019

Nuova adesione al Protocollo di Regione Lombardia per lo Sviluppo Sostenibile, dopo le 54 sottoscrizioni iniziali: è quella del Cluster Lombardo della Chimica Verde – LGCA, che lo ha firmato in occasione dell’iniziativa ‘International Bioeconomy Dialogues Across the Alpine Space – Hig-Level conference on Bio-Based Paradigm to sustainable Development’, promossa dallo stesso Cluster il 4 e 5 novembre scorsi a Palazzo Lombardia, nell’ambito delle iniziative legate alla presidenza di Regione Lombardia della Macroregione Alpina Eusalp.

Come ricordato all’evento dall’assessore ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, il Protocollo è lo strumento “che ci si è dati per governare insieme a tutti gli attori che animano la società lombarda: le categorie economiche, i sindacati le associazioni ambientaliste, un percorso di sviluppo che riguarda la sostenibilità e in questo ambito il tema della chimica verde è un capitolo forte”.

Biochimica tema centrale

“Il tema della chimica verde e della biochimica è un tema certamente centrale – ha ribadito poi Cattaneo – perché in questo settore si pone la necessità di mettere a fuoco come la materia può essere riutilizzata; o meglio quante volte può essere utilizzata e quando, invece, non può essere più usata e questo è uno dei problemi della cosiddetta bioeconomia circolare”. Un settore, quest’ultimo, che “è importante collocare all’interno di EUSALP, perché le aree della regione alpina sono quelle più direttamente interessate da questi fenomeni”.

Gli ambiti dell’accordo

Il Protocollo è incentrato sulla transazione verso l’economia circolare quale modello di sviluppo per i sistemi produttivi e per la gestione dei flussi di materia; sul contenimento del consumo di suolo e alla promozione della rigenerazione territoriale e urbana, anche attraverso lo sviluppo di bioraffinerie nelle aree dismesse; nonché sul rafforzamento del livello competitivo del mondo produttivo e dei servizi e la promozione nelle aree rurali dell’occupazione, della crescita e dell’inclusione sociale e dello sviluppo locale, anche attraverso la bioeconomia e la silvicoltura sostenibile.

I numeri della Bioeconomia in Lombardia

Da un’elaborazione Innovhub-SSI e Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, su dati registro imprese 2019, 2018, 2014, emerge che sono 4 mila le imprese lombarde attive nei settori della bioeconomia, con 40 mila addetti. In particolare, più di 3 mila imprese sono specializzate nel biomedicale su 18 mila in Italia.

Forte la concentrazione nella ricerca di biotecnologia con 162 imprese (su 768 nel Paese) e nella bioeconomia legata ai farmaceutici (248 imprese su 630). È raddoppiato il settore della ricerca in biotecnologie, in Italia da 346 a 768 imprese in cinque anni e da 830 a 2170 addetti. E in Lombardia da 66 a 162 imprese e da 275 a 501 addetti.

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16 ott 2019

Anche Confcooperative Lombardia entra nell’ ‘avventura’ collettiva del Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile, promosso da Regione Lombardia per coordinare tutti gli attori già attivi sul territorio su tematiche ambientali, di economia circolare e di transizione energetica, nonché quelli più capaci di raggiungere in modo capillare altri soggetti interessati.

Un’azione, quella di coordinamento, in cui sta uno dei punti di forza del documento sottoscritto dalle prime 54 associazioni. Lo ha sottolineato ad esempio Massimo Minelli, presidente di Confcooperative Lombardia e della Fondazione Triulza, alla firma del testo che impegna gli aderenti a prendere iniziative sui temi della sostenibilità:

Confcooperative è tra i 68 promotori della Fondazione Triulza, rete di associazioni da vari ambiti del Terzo Settore.

La Fondazione ha promosso il progetto Cascina Triulza Padiglione della Società Civile a Expo Milano 2015, dove dopo la fine dell’esposizione universale ha continuato le sue attività come Lab Hub per l’Innovazione Sociale e lo Sviluppo Sostenibile.

Il Lab Hub vuole mettere al centro dello sviluppo dell’area ribattezzata come MIND (Milano Innovation District) l’impatto sociale e ambientale.

 

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15 ott 2019

Ha promesso azioni in prima persona sul tema della sostenibilità, e il primo è già all’orizzonte, con l’organizzazione della settimana per l’energia in programma dal 21 al 26 ottobre.

Si tratta di Confartigianato Lombardia, tra le 54 associazioni che hanno aderito al Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, che prevede l’assunzione di impegni legati alla sostenibilità.

Le ragioni di questa scelta le racconta in questo video Eugenio Massetti, presidente dell’associazione a livello lombardo, che parla di “entusiasmo” per il nuovo approccio e sottolinea come un nuovo modello di sviluppo possa rappresentare un’opportunità anche a livello economico:

Il primo impegno è dunque, dal 21, quello con “Mettiamo l’energia in circolo: le sfide dell’economia circolare”, sei giorni di eventi per tutti e di seminari di approfondimento articolati su tutto il territorio regionale, per promuovere un cultura del consumo responsabile.

In allegato il programma.

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14 ott 2019

La CNA lombarda è in campo per promuovere un diverso modello di sviluppo e per esplorare nuove opportunità di mercato. A cominciare da quelle presenti nel campo dell’edilizia, per fare solo un esempio.

A nome degli artigiani lombardi parla il segretario generale Stefano Binda, alla guida dell’associazione dal febbraio di quest’anno, che a metà settembre ha sottoscritto il Protocollo di Regione Lombardia per lo Sviluppo Sostenibile.

In questo video Binda spiega quali sono le azioni già intraprese e quali gli obiettivi di CNA Lombardia su questo fronte, per accompagnare soprattutto le PMI in questa fase di “transizione”:

 

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11 ott 2019

Il sistema camerale lombardo sceglie la strada della sostenibilità. Unioncamere Lombardia è infatti tra i primi 54 aderenti al Protocollo di Regione Lombardia sullo Sviluppo Sostenibile, sottoscritto a Palazzo Pirelli il 18 settembre.

Ora dunque porterà avanti alcune azioni per promuovere un nuovo modello di sviluppo, rivolte in particolare ad alcuni segmenti della platea di 900 mila imprese del territorio nei settori del commercio, dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura e dei servizi.

Lo spiega in questo video il presidente di Unioncamere Lombardia e vicepresidente nazionale, Gian Domenico Auricchio, ricordando anche il contributo dell’associazione:

 

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10 ott 2019

Tra i primi 54 sottoscrittori del Protocollo per lo sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia non potevano mancare gli atenei. Centri di ricerca - sempre più anche su temi legati a sostenibilità e ambiente -, avanguardie di futuro, spazi di sensibilizzazione per i giovani. E promotori di iniziative concrete.

Lo racconta il Rettore di una delle università lombarde coinvolte, quella di Brescia. Qui il professor Maurizio Tira, firmatario del Protocollo, spiega come l’adesione si collochi in un percorso più ampio, e con quale obiettivo:

L’ateneo bresciano ha creato anche un sito web dedicato a sviluppo sostenibile e punti dell’Agenda ONU 2030, dove si può trovare anche il Piano Strategico di UniBs in tema.

Tra le aree di azione dell’ateneo per promuovere un diverso modello di sviluppo: energia ed emissioni, mobilità, edilizia universitaria e residenziale.

Scopritele a questo link.

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9 ott 2019

Il mondo del terziario è consapevole della “necessità di anticipare gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030”. Almeno per quel che riguarda le imprese di Confcommercio Lombardia, costola territoriale della sigla che oltre a professionisti associa aziende del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti.

È anzitutto questa platea che Confcommercio rivolgerà le azioni scelte per dare corpo al proprio impegno sui temi della sostenibilità, impegno formalizzato con la sottoscrizione del Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia.

A firmarlo, il vicepresidente lombardo Simonpaolo Buongiardino. Che in questo video spiega quali saranno alcune delle azioni concrete in questa direzione e già ai nastri di partenza:

Confcommercio Lombardia segnala che da un’anticipazione della ricerca Format Research su un campione di imprese del turismo e del commercio alimentare, il 73% delle imprese dell’area Nord Ovest sta già adottando spontaneamente politiche di riduzione dell’utilizzo di prodotti in plastica monouso, o la sostituzione con materiali alternativi riciclabili o compostabili.

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7 ott 2019

Condivisione piena degli obiettivi, competenze specifiche in campo e molti progetti già avviati. Questi gli elementi che hanno portato ENEA - l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile - a essere tra le prime 54 associazioni sottoscrivere il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, che le vincola a prendere iniziative precise entro i successivi tre mesi.

La firma è stata affidata a Claudia Brunori, responsabile della Divisione Uso efficiente delle risorse e chiusura dei cicli del Dipartimento Sostenibilità di ENEA. È lei dunque a spiegare, in questo video, le ragioni di questo impegno:

Qui invece Brunori mette a fuoco alcune delle collaborazioni e dei progetti più significativi di ENEA in tema di economia circolare, a livello italiano e internazionale. Senza dimenticare il ruolo svolto nella stesura del primo report italiano sul tema:

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4 ott 2019

C’è anche l’impegno di Ersaf in calce al Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritto da 54 associazioni il 18 settembre a Palazzo Pirelli.

E non potrebbe essere altrimenti per Ersaf, l’ente di Regione Lombardia per i servizi all’agricoltura e alle foreste.

L’attenzione all’ambiente e in particolare alla biodiversità è infatti nella sua mission. Nel suo caso dunque Ersaf non farà che accrescere i tanti progetti e sforzi già in campo.

Lo spiega in questo video il presidente Alessandro Fede Pallone, che illustra anche alcune delle prossimi iniziative di Ersaf, in particolare per legare sostenibilità e tecnologia:

Ersaf nasce come ente regionale nel 2002. Gestisce 6 riserve naturali, 570 fabbricati rurali, 34 alpeggi e nel complesso ha ricevuto quasi 8,8 milioni di fondi da progetti europei

Tra gli appuntamenti appena promossi c’è stato quello di “Piantala sul Lambro!”, lo scorso 28 settembre, per la piantumazione condivisa di oltre 200 piantine forestali autoctone provenienti dal vivaio certificato ERSAF.

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1 ott 2019

Innovazioni tecnologiche, economia circolare, stretta collaborazione con gli stakeholder.

Questi i ‘fari’ che secondo la sua mission devono orientare Syndial, la società per il risanamento ambientale del colosso del petrolchimico ENI attiva su bonifiche, gestione rifiuti, sviluppo del waste to fuel con tecnologia proprietaria, trattamento rifiuti, trattamento delle acque.

Innovazioni tecnologiche, economia circolare, stretta collaborazione con gli stakeholder sono anche tra i ‘pilastri’ del Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, reso operativo dalle prime 54 firme del 18 settembre. Tra queste appunto quella dell’AD di Syndial, Paolo Grossi, per conto di ENI.

In questo video dunque Grassi spiega quale vuole essere il contributo di ENI alla transizione energetica:

Maggiori informazioni su Syndial a questo link.

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30 set 2019

Il presidente degli industriali lombardi Marco Bonometti lo ha ripetuto in più di un’occasione: la sostenibilità è oggi la via maestra per lo sviluppo del territorio.

Una convinzione che ha portato Confindustria Lombardia, ad esempio, a partecipare all’Osservatorio Economia Circolare istituito dall’assessorato regionale all’Ambiente. E ora, il 18 settembre, a essere tra le prime 54 associazioni a sottoscrivere il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia.

A firmarlo Matteo Dell’Acqua, da settembre 2018 alla guida dei Giovani Imprenditori lombardi, che in questo video racconta le ragioni dell’adesione:

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27 set 2019

C’è anche l’impegno di oltre 1.400 comuni del territorio in calce al Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritto il 18 settembre - alla vigilia della Climate Week - a Palazzo Lombardia. Tra le prime 54 adesioni figura infatti quella dell’ANCI (l’associazione dei comuni italiani) della Lombardia, rappresentata dal presidente Virginio Brivio, sindaco di Lecco.

Un contributo prezioso, quello dell’ANCI, per il radicamento sul territorio dei temi legati a sostenibilità, economia circolare, transizione energetica, mobilità elettrica e condivisa.

Lo spiega in questo video proprio Brivio, riconoscendo la necessità e la disponibilità a un cambiamento nell’organizzazione stessa dei municipi:

Anche l’ANCI dunque come l’assessore regionale all’Ambiente Cattaneo caldeggia una mobilitazione ‘dal basso’, per politiche davvero efficaci nella costruzione di un diverso modello di sviluppo.

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26 set 2019

Anche le banche lombarde scendono in campo con alcuni impegni per una maggiore sostenibilità delle proprie attività.

Lo ha spiegato Osvaldo Ranica, alla guida della commissione ABI (Associazione Bancaria Italiana), che a nome dell’associazione ha sottoscritto a Palazzo Pirelli il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, lo scorso 18 settembre, insieme ad altre 53 sigle.

In questo video dunque Ranica spiega grazie a quali azioni anche il mondo bancario è sempre più ‘green’. Un mondo che, sottolinea, pur se non si è mosso tra i primi in direzione di un nuovo modello di sviluppo oggi è pronto a “passi importanti”:

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25 set 2019

La sottoscrizione del Protocollo lombardo per lo Sviluppo sostenibile è “una tappa importante”, non solo a livello locale.

Lo spiega in questo video Giovanni Camilleri, già funzionario ONU esperto di questi temi, intervenuto il 18 settembre alla firma del Protocollo a Palazzo Pirelli:

Per conoscere nei dettagli i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) clicca qui.

 

 

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24 set 2019

Anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli ha tenuto a battesimo la firma del Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile.

In questo video, Mattinzoli sottolinea come ormai la sostenibilità non debba più essere intesa solo in senso limitativo, come ‘costrizione’ rispetto alla crescita economica:

 

 

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23 set 2019

Quella della firma del Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile del 18 settembre a Palazzo Pirelli - presente il governatore Attilio Fontana - è una tappa importante verso un nuovo modello di crescita. E verso un nuovo ruolo per la Lombardia, come territorio e come Regione. Lo spiega in questo video l’assessore regionale ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo:

Proprio l’assessorato di Cattaneo è stato promotore del Protocollo, iniziativa approvata dalla giunta regionale lo scorso luglio e ora entrata nella sua operatività: ora le prime 54 associazioni firmatarie avranno 90 giorni per formulare e formalizzare gli impegni diretti che hanno scelto di assumere sui temi afferenti a quello della sostenibilità tra cui ad esempio economia circolare, transizione energetica, mobilità sostenibile.

Nei giorni che precedono la mobilitazione internazionale dei Fridays for Future, l’assessore sottolinea nel video anche un altro punto, ovvero come la sostenibilità non abbia “colore politico”.

Da parte sua, Regione Lombardia ha deciso di prendere parte con una propria rappresentanza, guidata da Cattaneo, alla delegazione italiana al "Climate Action summit"  di New York, nonché al summit dedicato in modo specifico ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGS) fissati dall'ONU. 

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19 set 2019

Ha preso il via da Palazzo Pirelli la nuova sfida di Regione Lombardia, lanciata con la firma del Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile. L’ambizione è quella di fare del territorio che è già motore economico del Paese una ‘locomotiva sostenibile’, in grado di trainare la transizione nazionale a nuovi modelli di sviluppo.

La sfida

Per conquistare questa leadership, Regione ha scelto la strada di politiche e pratiche co-progettate insieme al territorio. Per questo ha chiamato a raccolta associazioni attive sui temi ambientali, quelle delle categorie economiche e sociali e le istituzioni lombarde.

A loro ha chiesto anzitutto di diffondere in modo capillare tra i propri associati la conoscenza dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, fissati dall’ONU con l’Agenda 2030 (che traccia l’insieme dei traguardi da raggiungere a livello globale entro quella data). Allo stesso tempo, il Protocollo vincola anche ad assumere impegni concreti - che le associazioni hanno tre mesi di tempo per formalizzare -, declinati a partire dalle proprie competenze e dalle proprie specificità (l'elenco dei sottoscrittori e il testo del Protocollo si trovano in fondo alla pagina dedicata, a questo link).

In 54 dunque hanno risposto all’appello e sottoscritto, la mattina del 18 settembre, il Protocollo (vedi l’elenco in allegato). Alla presenza anche di un rappresentante dell’ONU, intervenuto a testimoniare l’interesse per un’iniziativa che chiede un’assunzione di responsabilità in prima persona a tutti i protagonisti dello sviluppo del territorio.

Fontana: impegni rispettati

In questo video il commento del presidente di Regione Lombardia, primo firmatario con l’assessore all’Ambiente e al Clima Raffaele Cattaneo e quello allo Sviluppo Alessandro Mattinzoli:

 

 

“La definizione di obiettivi comuni tra i vari sottoscrittori, che rappresentano il mondo associativo, dell’industria, delle imprese, dei sindacati, va nella direzione dell'applicazione dell'Agenda 2030 dell'Onu e di un futuro di sviluppo sostenibile, ponendo, ancora una volta, Regione Lombardia all'avanguardia anche in questo settore - ha detto poi il presidente Fontana -. E sono molto lieto che tra i sottoscrittori ci sia anche il mondo della formazione, perché la sensibilizzazione nei confronti dei giovani è fondamentale per la costruzione di un futuro migliore”.

“L’ambiente è il nuovo nome dello sviluppo - ha sottolineato da parte sua Cattaneo -. In una realtà complessa e articolata come quella della nostra Regione, il Protocollo è lo strumento che può catalizzare l’impegno della società lombarda, delle imprese e delle istituzioni nel conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e promuoverne lo sviluppo. Abbiamo voluto coinvolgere da subito le rappresentanze istituzionali, associative, il mondo delle università, le parti sociali ed economiche perché ciascuno fornisca un proprio contributo attivo e concreto. Serve infatti una grande alleanza tra ecologia ed economia, tra ambiente e imprese”.

“Non una firma formale ma un patto. Questo è il senso della firma di oggi:
lavorare in sinergia - ha commentato infine Mattinzoli -. L’assessore Cattaneo e il presidente Fontana sono stati molto chiari: sostenibilità, difesa dell’ambiente ed ecologia non solo come necessità ma anche come grande opportunità di sviluppo e di lavoro”.

Tra i primi sottoscrittori, molte delle associazioni già aderenti al Patto per lo sviluppo e all’Osservatorio regionale per l’Economia circolare e la Transizione energetica. Le adesioni spaziano dall’ANCI a Confindustria, da tutte le università lombarde a colossi come ENEA ed ENI; dalle associazioni degli agricoltori e quelle degli artigiani, oltre a sindacati e associazioni ambientaliste.

E dunque c’è chi cercherà di implementare tecnologie innovative per un’agricoltura con una minore impronta ambientale, chi farà formazione, chi metterà definitivamente al bando l’uso della plastica e chi promuoverà la mobilità sostenibile. Senza contare i progetti specifici avviati.

La ‘mobilitazione’ lanciata dal Protocollo non si ferma però all’iniziativa di lancio. Nei prossimi mesi infatti sarà possibile aderire via via al Protocollo, con l’impegno a una verifica periodica degli impegni presi.

 

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17 set 2019

Sulla sostenibilità Regione Lombardia punta su una costruzione delle politiche di tipo partecipativo, politiche di cui i cittadini non sono solo destinatari ma co-creatori consapevoli e responsabili.

Il presupposto è che il coinvolgimento attivo di tutta la società è fondamentale per una concreta attuazione di azioni per la sostenibilità. Questo significa ad esempio, per l’ente pubblico, promuovere e stimolare la condivisione di azioni e politiche in vista dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile fissati nell’Agenda ONU 2030 (sottoscritta nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri). Ma anche promuovere l’assunzione di impegni diretti da parte di ciascuno: dalle associazioni alle imprese.  

Un Patto con il territorio

In questa direzione, la Giunta regionale ha approvato lo scorso luglio il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile rivolto a tutti i protagonisti dello sviluppo del territorio. Obiettivo, elaborare e condividere misure che permettano a Regione Lombardia di guidare la transizione verso nuove forme e modelli di crescita.

Il Protocollo sarà firmato il prossimo 18 settembre a Palazzo Pirelli dai primi sottoscrittori. Quindi potrà raccogliere altre adesioni, nei mesi successivi, dai soggetti interessati.  

La parola ai cittadini

In linea con questi presupposti e con il percorso integrato di ricerca e innovazione responsabile introdotto dal Programma Strategico Triennale per la Ricerca, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico (PST), che punta tra l’altro a garantire una partecipazione attiva e costante dei cittadini nelle scelte programmatiche e nella loro attuazione, sulla Strategia per lo sviluppo sostenibile la Giunta regionale attiva anche una consultazione pubblica rivolta a cittadini, imprese, università, centri di ricerca, proprio su questa piattaforma.

Aperta tra fine settembre e metà novembre, avrà lo scopo di raccogliere un quadro della conoscenza sulle tematiche in oggetto e spunti che possano contribuire all’avvio di azioni mirate a supporto.

Il questionario che verrà proposto è stato predisposto dalle Direzioni Generali Ambiente e Clima e Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione, con il supporto dei 10 membri internazionali del Foro Regionale per la Ricerca e l’Innovazione, nonché dei Cluster Tecnologici Lombardi Fabbrica Intelligente (AFIL) e Chimica Verde (LGCA).

Verso una Strategia regionale

Protocollo e consultazione pubblica rappresentano due tasselli importanti verso la definizione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, la cui approvazione (entro il 2020) è prevista dal Programma Regionale di Sviluppo della XI Legislatura come contributo concreto alla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) di cui si è dotata l’Italia.

Tra le azioni già intraprese in questa direzione c’è l’istituzione dell’Osservatorio sull’economia circolare e la transizione energetica, con l’attivazione di specifici tavoli di lavoro su spreco alimentare, fonti energetiche rinnovabili e riqualificazione energetica, gestione di alcune materie come fanghi da depurazione, inerti da demolizione, scorie di fonderia.