Protocollo sviluppo sostenibile

La Lombardia non più solo motore economico ma anche“locomotiva sostenibile” d’Italia. Questa la nuova ambizione e la nuova sfida del territorio, che Regione ha scelto di promuovere e affiancare con una nuova iniziativa. Ovvero un patto, stretto con tutti gli attori lombardi interessati a un’economia e a stili di vita più sostenibili. 
 
Si tratta del Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile, che il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l’Assessore all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo hanno firmato coni primi 50 sottoscrittori nell’evento di lancio,  mercoledì 18 settembre a Palazzo Pirelli.
 
Il Protocollo è stato presentato all’SDGs Summit delle Nazioni Unite (New York, 24-25 settembre) quale acceleration action per l’implementazione degli obiettivi di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile a livello territoriale (la descrizione a QUESTO LINK).
 
A fronte di questo impegno, la Lombardia dovrà presentare periodiche relazioni di monitoraggio per dare conto dell’avanzamento delle attività previste.
 
Insieme a Regione imprese e associazioni - a cominciare dalle rappresentanze economiche e sindacali – nonché le rappresentanze degli enti locali, si sono impegnati a stabilire nei prossimi mesi un proprio programma di misure o iniziative, centrate su temi che vanno dalla conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici all’economia circolare, dalla transizione energetica verso lo sviluppo delle fonti rinnovabili allo sviluppo della mobilità sostenibile.


Successivamente altri soggetti potranno via via sottoscrivere il Protocollo, ciascuno con gli impegni che ha scelto di assumere. 
 
In questo modo, Regione Lombardia intende chiedere a tutti i soggetti un proprio contributo, nonché dare visibilità alle best practices già attive sul territorio su questi temi.
 
Con il Protocollo Regione Lombardia porta avanti concretamente la sfida posta dal Programma Regionale di Sviluppo della Lombardia (2018-2023) che ha posto la sostenibilità tra le cinque priorità dell’azione di governo regionale. 
 
In particolare, Regione Lombardia si impegna a definire entro il 2020 la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, da elaborare e attuare con il concorso delle istituzioni e delle realtà che operano sul territorio regionale.

STRENGHTEN PARTNERSHIP: AGREEMENT FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT IN LOMBARDY
 
 
The Regional Development Program (2018-2023) made sustainability one of the five priorities of the actions to be carried out by the Regional Government, as a "distinctive feature of the administrative activity and an opportunity to improve the quality of life of the people living in Lombardy. This should be achieved by meeting the needs of productive growth and by involving all local stakeholders: from businesses, to citizens, from schools to public administrations”.
 
The national regulatory framework has adopted the principle of sustainable development and by means of the partnership agreement signed with the Italian Ministry of the Environment, Lombardy Region is committed to prepare the Regional Strategy for Sustainable Development.
 
The Regional Development Program also proposes the ratification of a "Lombardy Agreement among all concerned public and private stakeholders; this agreement will stand for the regional mutual commitment” thus, defining the priorities of the regional intervention.
 
This Agreement promotes the adoption of the principle of sustainable development – in both public and private decision-making processes - in order to make Lombardy one of the leading region in Europe in terms of sustainable policies, biodiversity and ecosystem services conservation, circular economy, energy transition towards the development of renewable sources and decarbonisation, thus, encouraging a coherent and integrated relationship between the economic, social and environmental dimensions.
 
Commitments of the subscribers

The Region provides for:
 
  • the definition of the Regional Strategy for Sustainable Development by 2020
  • the assessment and monitoring of the regional planning in terms of sustainability and
  • a catalogue of good practises and enhancement of dissemination and promotion actions 
 
The subscribers commit to:
 
  • implement the principle of sustainable development within its own scope of activity
  • contribute to the creation of the Regional Strategy for Sustainable Development
  • contribute to the implementation of the Strategy 
 
Each subscriber defines, independently and according to its own nature, organisation and purpose, its own commitment schedule and their implementation time, of which it is directly and fully responsible each subscriber commits to: - provide information about the progress in implementing the program, at least at the Annual Sustainable Development Forum - review and update the program, at least once a year.
 
 
Subscription

The Agreement was signed by 54 representatives of main institutions, associations and university in Lombardy. Milan - Palazzo Pirelli, September 18th 2019
 
Subsequent accessions are welcome with the aim to extend and enforce partnership for sustainable development 
 
 




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LE ULTIME

NEWS

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21 mag 2021

Torna la Giornata nazionale sulla Bioeconomia, ovvero quell’economia centrata su un nuovo modello di sviluppo che utilizza le risorse biologiche terrestri e marine, nonché gli scarti, come input per l’alimentazione, la produzione industriale e quella di energia.

Organizzata dal Cluster nazionale SPRING insieme ad Assobiotec e in programma quest’anno il 27 maggio, la Giornata nazionale alla sua terza edizione rappresenta un momento importante: a livello divulgativo per presentare a un pubblico diversificato cos’è e quali opportunità offre, e come approfondimento per chi già opera in questo ambito.

Visto il contesto della pandemia, tutti gli appuntamenti si terranno come eventi social, webinar e workshop online.

Tra gli eventi previsti c’è quello promosso da APRE - Agenzia Per la Promozione della Ricerca Europea, che organizza un webinar (dalle ore 11 alle ore 13) sulla formazione per la Bioeconomia nelle scuole: A scuola di futuro con la Bioeconomia presenterà una serie di buone pratiche e progetti messi in campo con gli alunni delle scuole di diverso ordine e grado.

Un’occasione, anche, per presentare il libro per bambini “Scopriamo la Bioeconomia” promosso dal progetto TRANSITION2BIO. Come seconda sessione invece un dialogo tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca e dell’industria sul ruolo della Bioeconomia nella scuola della transizione ecologica.

Per registrarti al webinar APRE, clicca qui.

Per il programma, vai a questo link.

Il Rapporto sulla Bioeconomia

Come ricorda l’ultimo Rapporto sulla Bioeconomia, realizzato dalla Direzione Centro Studi di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Assobiotec, “la necessità di una transizione rapida verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile e resiliente assegna alla Bioeconomia un ruolo molto rilevante. La sua natura fortemente connessa al territorio, la sua capacità di creare filiere multidisciplinari integrate nelle aree locali e di restituire, grazie a un approccio circolare, importanti nutrienti al terreno, la pongono come uno dei pilastri del Green New Deal lanciato dall’Unione Europea”.

(per leggere il Rapporto completo, pubblicato a giugno 2020, vai questo link).

Tra i settori in cui l’Italia può essere competitiva nel campo della Bioeconomia c’è - accanto a agricoltura, silvicoltura, pesca, alimentare, industria del legno e della carta - quella parte del settore chimico che può utilizzare prodotti rinnovabili come input.

Il ruolo del Cluster LGCA

A livello regionale un ruolo centrale nella promozione della Bioeconomia, dei sui orizzonti e delle sue potenzialità è infatti quello del Cluster LGCA - Lombardy Green Chemistry Association, che ha come fondatori Consorzio ItalbiotecInnovhub-SSIPolitecnico di MilanoUniversità degli Studi di Milano e come aree di interesse Chimica sostenibile, Bioraffinerie, Bioeconomia del futuro. Perché quest’ultima, sottolinea il Cluster, rappresenta “un passaggio obbligato per affrontare le grandi sfide planetarie: mutamenti climatici, scarsità di risorse, tutela dell’ambiente, multifunzionalità dell’agricoltura, salute, miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, nuove opportunità di crescita e occupazione, rafforzamento della competitività delle imprese”.

Il Cluster per la Chimica verde, che sostiene e partecipa a diversi progetti di Bioeconomia già avviati, è ora anche uno dei firmatari del Protocollo regionale lombardo sullo Sviluppo Sostenibile, l’iniziativa con cui Regione Lombardia ha voluto mettere in rete e a sistema tutti gli attori del territorio interessati a economia circolare, bioeconomia e agli altri ambiti e azioni promossi dall’Agenda ONU 2030.

Con l’adesione del Cluster LGCA salgono a 79 le realtà che hanno scelto di condividere il percorso e gli impegni previsti dal Protocollo regionale.

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13 mag 2021

Gruppo CAP, che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, ha firmato il Protocollo per lo Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, confermando il suo impegno concreto nel raggiungere i 17 SDGs dell’Agenda ONU 2030.

Sale così a 78 il numero di associazioni, imprese, università e centri di ricerca aderenti al Protocollo. Una rete di eccellenze, per un progetto condiviso di crescita e sviluppo ambientale, sociale ed economico del territorio. Per fare della Lombardia una delle regioni leader in Europa nei settori della transizione energetica e della decarbonizzazione.

La sottoscrizione del Protocollo per lo sviluppo sostenibile da parte del Gruppo CAP - commenta l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo - rappresenta un altro tassello del patto tra istituzioni e imprese, che abbiamo voluto avviare proprio con il Protocollo, per conseguire gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. La nuova sfida che abbiamo di fronte è dimostrare che l’ambiente è il nuovo nome dello sviluppo e che questo orienterà l’azione delle imprese. L’adesione da parte di una realtà attiva sul fronte del ciclo idrico e dell’economia circolare conferma che il cammino verso l'economia circolare, già imboccato da tempo da Regione Lombardia, prosegue con lobiettivo di essere la regione leader di questa transizione in Italia e in Europa”.

Per il Gruppo CAP, la sottoscrizione del Protocollo - il 6 maggio, con l’assessore Cattaneo e il presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP Alessandro Russo - rafforzerà la strategia di green economy già avviata due anni fa con il Piano di Sostenibilità della water utility, ispirato a tre principi guida: Sensibili, Resilienti e Innovatori.

Gli obiettivi su acqua, CO2, fanghi

In particolare, tra gli obiettivi indicati dal Piano di Sostenibilità c’è la riduzione di sprechi di acqua potabile, stimati in 20 milioni di metri cubi, incentivando l’utilizzo di acqua depurata per usi non domestici (irrigazione, pulizie) che passeranno da 750 mila metri cubi attuali fino ad arrivare a 6 milioni di metri cubi al 2033.

Guardando all’economia circolare, CAP intende massimizzare la maggior quantità possibile di energia e materia dalle attività produttive, per arrivare a ridurre entro il 2033 l’impatto di CO2 del 40% e il volume dei fanghi prodotti dalla depurazione dell’acqua dell’87%. Innovazione e digitalizzazione passano dal processo di modernizzazione di reti e impianti, dove la water utility prevede di ridurre il tasso di dispersione dal 24% al 15%, allineandosi al target indicato proprio dal PNRR.

Gli impegni del Protocollo

Aderendo al Protocollo, imprese, associazioni, università e centri ricerche si impegnano ad applicare in modo capillare strategie mirate a partire dalle proprie competenze e dalle proprie specificità, in favore dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall’ONU con l’Agenda 2030 che traccia l’insieme dei traguardi da raggiungere a livello globale. 

Il Protocollo lombardo ha acquistato un rilievo internazionale con la presentazione all’SDGs Summit delle Nazioni Unite (New York, 24-25 settembre) nel 2019, quale acceleration action per l’implementazione degli obiettivi di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile a livello territoriale.

Qui il link al comunicato stampa completo di Gruppo CAP.

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28 apr 2021

Enel Italia ha sottoscritto il Protocollo lombardo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia.

Azienda italiana tra i leader mondiali nello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e di infrastrutture sostenibili, Enel Italia, con la sua firma, si propone come un attore chiave nella transizione di Regione Lombardia verso un futuro sostenibile, resiliente e a emissioni zero.

Le sue aree di competenza sono molte e ampiamente legate agli obiettivi di Regione: sviluppo di impianti rinnovabili su edifici di proprietà pubblica come uffici, scuole, ospedali, centri sportivi; interventi per trasformare la rete elettrica in una smart grid, indispensabile per una crescita su larga scala delle fonti rinnovabili; supporto alle Amministrazioni attraverso strumenti digitali per la pianificazione dei servizi pubblici e lo sviluppo di smart cities; contributi a una mobilità sostenibile e integrata.

“La sottoscrizione del Protocollo per lo sviluppo sostenibile da parte di Enel - commenta l’Assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo – rappresenta il segno di patto tra istituzioni e imprese, che abbiamo voluto avviare proprio con il Protocollo, nel conseguire obbiettivi di sviluppo sostenibile. Le sfide che oggi dobbiamo affrontare sono la transizione dei sistemi economici, produttivi e sociali verso la neutralità carbonica, l’economia circolare, l’energia da fonti rinnovabili e la sostenibilità ambientale. Regione Lombardia vuole accompagnare questa transizione, prioritaria per il nostro Paese, al fianco delle imprese e delle istituzioni e dei cittadini. L’adesione da parte di una realtà così decisiva in questo percorso come Enel è un fatto di grande rilievo”.

Per leggere il comunicato di Enel Italia clicca qui.

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16 apr 2021

Il Protocollo, che sancisce l’impegno dei suoi sottoscrittori ad applicare il principio dello sviluppo sostenibile e a intraprendere azioni precise per realizzarlo, aggiunge due firme di rilievo alle 75 già presenti. Dal 30 marzo si è aggiunta infatti quella di Finlombarda S.p.A., la società finanziaria di Regione Lombardia che progetta, realizza e gestisce prodotti e servizi finanziari a sostegno delle imprese e dei professionisti lombardi, e affianca Regione Lombardia nella strutturazione di operazioni finanziarie in ambiti strategici per l’attrattività e la competitività del territorio.

Con l’adesione al Protocollo, Finlombarda rende ufficiale il suo impegno verso il raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs) di Agenda 2030 – l’agenda delle Nazioni Unite cui Unione Europea, Stato e Regione Lombardia aderiscono. Le sue azioni saranno legate a economia circolare, transizione ecologica e finanza sostenibile e si concentreranno specialmente sui goal 8 – “lavoro dignitoso e crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile”, 9 – “infrastruttura resiliente, promozione dell’innovazione e industrializzazione equa, responsabile e sostenibile” e 12 – “modelli responsabili di produzione e di consumo”.

“Il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile – ha ricordato l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo – vede già la sottoscrizione di 75 soggetti lombardi che hanno individuato e stanno sviluppando nella nostra regione centinaia di azioni a favore della sostenibilità. Esso rappresenta, all’interno del Piano regionale di sviluppo, la sede in cui Regione con le società regionali a essa collegate come Finlombarda, Enti locali e rappresentanti della società lombarda condividono gli obiettivi di sostenibilità. Lo sviluppo sostenibile guarda infatti a tutti i settori ed è l’unico modello di sviluppo possibile, non solo per l’ambiente, ma anche per l’economia e la finanza”.

Per leggere anche il comunicato stampa di Finlombarda clicca qui.

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15 apr 2021

Regione Lombardia si dota - prima e per ora unica Regione italiana a farlo - di un Catalogo regionale dei sussidi, sul modello di quello nazionale: ovvero un elenco ragionato dell’insieme degli interventi che hanno un effetto sull’ambiente, quale strumento di affiancamento alle decisioni pubbliche all’interno di una prospettiva di intervento che tiene conto anche di tematiche sociali e competitività economica.

Il punto di partenza

A livello nazionale il Catalogo, arrivato alla terza edizione, è curato dal Ministero della transizione ecologica e presentato annualmente al Parlamento; la Legge di Bilancio 2020 ha attribuito poi al Ministero dell’Ambiente il compito di studiare proposte per la programmazione della riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, per cui è stata costituita una specifica Commissione interministeriale.

Il Catalogo nazionale utilizza una accezione molto ampia di sussidio in cui sono ricompresi “incentivi, agevolazioni, finanziamenti agevolati ed esenzioni da tributi finalizzati alla tutela dell’ambiente”.

Alla base, una macro-distinzione tra sussidi diretti (on-budget) in bilancio versante delle spese e sussidi indiretti (off-budget), quantificabili attraverso stime o simulazioni differenziali del minor gettito ottenuto rispetto ai benchmark di riferimento.

La terza edizione del Catalogo nazionale (CSA) ha identificato 171 misure con effetti ambientali potenzialmente rilevanti, per un totale di circa 44 miliardi di euro, classificati in tre categorie: sussidi ambientalmente dannosi (SAD) pari a 19,7 miliardi di euro, sussidi ambientalmente favorevoli (SAF) pari a 15,3 miliardi e sussidi incerti per 8,6 miliardi.

Il Catalogo regionale: il percorso

La novità lombarda, presentata dall’assessore ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo alla Giunta regionale e nel corso del Primo Forum Regionale Sviluppo Sostenibile (per guardare il video, vai a questa pagina), non si limita a duplicare il livello nazionale ma si inserisce nella Strategia per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia avviata nel 2018: un insieme di azioni e iniziative, pensate per rappresentare un passo avanti verso modelli di vita, di produzione e consumo più equilibrati, caratterizzati da un uso responsabile delle risorse a partire da quelle pubbliche.

In particolare, dalla Strategia è nato nel 2019 il Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto dai principali rappresentanti istituzionali e associativi, dal mondo della ricerca e dalle parti sociali del territorio. Tra gli impegni presi da Regione Lombardia è previsto proprio il Catalogo regionale dei sussidi. 

Il Catalogo regionale è stato costruito, con il supporto di PoliS Lombardia e grazie al confronto con le Direzioni Generali, mantenendo un allineamento alla metodologia nazionale, così da poter garantire un eventuale raffronto.

Le cifre a livello regionale

Il lavoro condotto ha permesso di identificare nel Catalogo regionale sussidi ambientalmente favorevoli pari a 224,9 milioni di euro e sussidi ambientalmente dannosi pari a 215,9 milioni di euro, concentrati soprattutto nei sussidi indiretti.

Sussidi indiretti (16 schede)

Nel caso della ricognizione regionale, i sussidi indiretti possono venire dalla disapplicazione dei tributi nazionali o dall’estensione delle fattispecie agevolative, dall’applicazione di aliquote inferiori a quelle applicate in altre regioni, dal mancato adeguamento nel tempo delle aliquote all’inflazione.

È stata quindi condotta una comparazione con altre realtà regionali (Veneto, Toscana, Emilia R., Piemonte), utile quale confronto di benchmark, che ha consentito di definire ordini di grandezza di possibili rimodulazioni per taluni tributi (tassa automobilistica, addizionale gas metano, emissioni sonore degli aeromobili, benzina per autotrazione, canoni d’uso delle risorse,….) che potrebbero rendere disponibili risorse aggiuntive per opere e interventi di miglioramento e compensazione ambientale.

Le possibili leve

Dall’analisi complessiva è ad esempio emerso che risorse importanti (oltre 300 milioni di euro) potrebbero essere ottenute attraverso la rimodulazione dei due maggiori tributi propri derivati (tassa automobilistica e addizionale metano).

L’indagine ha messo in luce anche una serie di misure che sono state giudicate come ambientalmente incerte, in particolare rispetto a riduzioni/estensioni della tassa automobilistica, che costituiscono un fattore di miglioramento qualitativo del parco veicolare ma anche un incentivo all’incremento quantitativo delle auto in circolazione.

I SAF attualmente adottati attraverso il sistema fiscale riguardano ancora l’applicazione della tassa automobilistica (una misura) e l’IRAP (tre misure, ancora da quantificare).

In entrambi i casi si tratta di iniziative recenti, attraverso le quali il governo regionale ha introdotto esplicitamente elementi di selettività e condizionalità che incentivano scelte ambientalmente favorevoli: nel primo caso rispetto alla composizione qualitativa delle nuove auto (con il vincolo assoluto di rottamarne delle vecchie); nel secondo riguardo alle scelte insediative delle attività produttive, favorendo logiche di prossimità e di rigenerazione urbana e territoriale. Best practice che potrebbero guidare ulteriori tentativi di utilizzare la leva fiscale non solo come strumento di gettito, ma anche come opportunità per indirizzare le preferenze dei singoli agenti economici verso obiettivi di interesse collettivo.

Sussidi diretti (94 schede)

Il Catalogo riporta le informazioni relative ad alcuni raggruppamenti tematici: agricoltura e pesca, ambiente e clima, infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile, sviluppo economico e bandi POR FESR 2014-2020.

La stragrande maggioranza delle misure inserite risultano SAF, con la particolare rilevanza dei fondi veicolati attraverso il Piano di sviluppo rurale (144 milioni di euro di SAF) e quelli legati al finanziamento della mobilità sostenibile. L’indicazione che ne scaturisce è, comunque, quella di accentuare attraverso i meccanismi selettivi e di condizionalità l’attenzione alle tematiche ambientali; in tal senso particolarmente rilevante il ruolo dell’Autorità Ambientale per l’utilizzo dei fondi strutturali, che agisce in una logica di integrazione della sostenibilità nella fase di costruzione delle diverse misure.

Un binomio fuorviante

Seguendo l’impostazione del Catalogo nazionale, si è utilizzata la nomenclatura che parla di sussidi ambientalmente dannosi e di sussidi ambientalmente favorevoli; tuttavia, tale rappresentazione sintetica “dannoso-favorevole” rischia di essere fuorviante, se non integrata con la valutazione del corredo informativo complessivo presente nella documentazione. 

Si verifica infatti che taluni sussidi individuati come favorevoli per il profilo ambientale non necessariamente sono, nel loro complesso, un’azione efficace della P.A., perché ad esempio si tratta di misure troppo costose rispetto ai benefici ambientali realmente prodotti o perché nel complesso non sostenibili se si considerano le ricadute sociali. Così come alcuni sussidi classificabili come ambientalmente dannosi prevedono un potenziale danno ambientale minimale, rispetto ad altre forme di beneficio complessivo.

Il Catalogo verrà aggiornato nel 2021 sempre coinvolgendo le Direzioni Generali e proponendo che l’approccio diventi ancora più sistemico nella fase di proposizione e preparazione delle politiche, per dare luogo a una valutazione dell’incidenza ambientale ex-ante dei sussidi. In un meccanismo decisionale di più ampio respiro, in cui le considerazioni di carattere ambientale vengono affiancate da valutazioni di carattere sociale ed economico, per massimizzare il risultato netto per la collettività.

 

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23 nov 2020

Si sono chiusi i lavori della tre giorni che Regione Lombardia ha dedicato alla sostenibilità, nell’ambito del percorso avviato per la costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile.

Tre giorni intensi di eventi e approfondimenti per riflettere sulle prospettive di sviluppo, proprio in questo momento di forte difficoltà per l’economia e la società a causa della pandemia.

Come ha confermato il Presidente Fontana all’apertura del Forum “La sostenibilità è il tema che sostiene il nostro futuro” ed è quindi un riferimento imprescindibile per la ripartenza.

 

Nei prossimi giorni, tutti i video delle diverse sessioni che hanno caratterizzato il Forum verranno messi a disposizione nella sezione dedicata su questo sito, con l’intenzione di discuterne ancora e raccogliere le ulteriori riflessioni da parte di tutti gli interessati.

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17 gen 2020

Nuova adesione al Protocollo per lo sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, lanciato lo scorso settembre. È quella del JRC di Ispra (VA), uno dei centri del servizio scientifico interno della Commissione Europea incaricato di supportare con consulenze indipendenti il processo decisionale dell’UE. Un impegno importante per una rinnovata azione comune di JRC e Regione, finalizzata a raggiungere i 17 Obiettivi Sostenibili dell’Agenda ONU 2030.

Ciascuno dei sottoscrittori, a partire da Regione Lombardia, è impegnato a realizzare azioni concrete di cui darà conto al Forum annuale per lo sviluppo sostenibile, in programma il prossimo giugno.

A sottoscrivere il Protocollo per il JRC di Ispra, la mattina del 17 gennaio 2020 alla presenza dell’Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, è stato Rien Stroosnijder, Capo Dipartimento Gestione.

Il ruolo dell’EMAS

L’occasione era quella del Tavolo annuale di confronto EMAS, il Sistema comunitario di ecogestione e audit (Eco-Management and Audit Scheme) a cui possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni, sia pubbliche che private, che vogliano impegnarsi a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale.

Il Tavolo di confronto EMAS è da anni un’occasione per condividere con le realtà locali l’operato e i progetti del JRC in materia ambientale sul sito di Ispra, e quindi di dimostrare l’impegno nel migliorare la propria performance ambientale, nonché di rafforzare il proprio ruolo di promotore dello sviluppo sostenibile.

La Lombardia come “locomotiva sostenibile”

“Siamo soddisfatti dell’adesione da parte del JRC al Protocollo per lo sviluppo sostenibile e della collaborazione attiva di questi anni. Regione Lombardia è impegnata nel 2020 a costruire la strategia regionale dello sviluppo sostenibile - ha ricordato l’assessore Cattaneo – che assume un significato particolare nei cinquant’anni dalla sua istituzione e nella prospettiva del Green Deal della Commissione Europea. Crediamo infatti in un lavoro comune e coordinato, che veda come attori tutti i soggetti che operano in Lombardia come il JRC e quindi la Commissione Europea, le imprese, le istituzioni, le associazioni, le università, le parti sociali, impegnati nel conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di promuoverne lo sviluppo.

Questo Protocollo – ha proseguito Cattaneo - che recepisce attivamente i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile definiti dall’ONU, promuove l’applicazione del principio dello sviluppo sostenibile in ambito economico, sociale e ambientale e l’impegno che Regione Lombardia si assume per diventare la locomotiva sostenibile d’Italia e d’Europa. È uno strumento che può catalizzare l'impegno di tutte le realtà che risiedono nella nostra Regione: è fondamentale infatti che si crei una grande alleanza tra ecologia ed economia, tra ambiente e imprese, tra ricerca e istituzioni”.

Rien Stroosnijder ha parlato di “orgoglio” per “l’eccellente collaborazione con Regione Lombardia, che ora sfocia nella stipula del Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile. Questo momento storico è caratterizzato da una nuova Commissione europea, guidata dalla Presidente von der Leyen, il cui primo punto in programma è la realizzazione del Green Deal e l’impegno dell’Unione europea a essere un punto di riferimento per tutto il mondo in tema di rispetto ambientale. Quest’approccio di condivisione è precisamente quanto JRC Ispra sta facendo attraverso il Tavolo di confronto EMAS: il Sito vuole essere un esempio e un punto di riferimento per lo sviluppo delle tematiche ambientali del territorio. La collaborazione pluriennale con Regione Lombardia, che si rafforza con la firma del Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, fa parte di questa strategia e si inserisce all’interno della programmazione a medio e lungo termine degli obiettivi strategici di JRC”.

Gli obiettivi del Sito al 2030

Il Capo Dipartimento Gestione ha quindi presentato i progressi del piano di sviluppo del sito del JRC Ispra al 2030, incentrato su quattro punti focali (uso di tecnologie avanzate per la gestione del sito, sviluppo sostenibile, maggiore apertura del sito al pubblico). In particolare il sito del JRC Ispra ha stabilito numerosi obiettivi entro il 2030, aumentando drasticamente l’utilizzo di energie rinnovabili (pannelli fotovoltaici, pompe di calore geotermiche) e in particolare facendo da precursore rispetto allo stesso Green Deal, che fissa tra l’altro la decarbonizzazione del sistema energetico entro il 2050 e l’incentivazione dell’economia circolare con riduzione delle emissioni di gas effetto serra del 50% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990).

Per implementare questo programma, il JRC Ispra sta continuando a investire sempre maggiori risorse in progetti ad alta valenza ambientale, beneficiando del know how innovativo e tecnologico dei propri ricercatori. I più recenti sviluppi sono la realizzazione non solo del nuovo centro conferenze, che potrà accogliere fino a 500 persone.

Ma anche di un centro visitatori all’ingresso del sito, con una superficie prevista di 1.100 metri quadrati, aperto al pubblico sette giorni la settimana per far meglio conoscere le attività della Commissione europea. Quest’ultima struttura sarà realizzata entro i primi sei mesi del 2021. Inoltre, è in corso di progettazione un nuovo impianto di trigenerazione all’avanguardia per una produzione dell’energia efficiente e sostenibile.

L’importanza del Tavolo di confronto EMAS come strumento di comunicazione e creazione di sinergie e collaborazioni fruttuose con il territorio e le parti interessate è stato confermato anche dall’intervento dell’Ingegner Salvatore Curcuruto, Responsabile Servizio Certificazioni Ambientali I.S.P.R.A. (in rappresentanza anche del Comitato Ecolabel ed Ecoaudit, organismo competente italiano per il rilascio della registrazione EMAS) sull’opportunità di utilizzare EMAS per favorire l’applicazione dell’economia circolare.

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18 nov 2019

Non solo nuove sottoscrizioni: il Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile promosso da Regione Lombardia si arricchisce di una Community dedicata proprio su Open Innovation, uno spazio che possa accogliere i primi 55 sottoscrittori che hanno firmato il testo, presentato all’evento di lancio del 18 settembre. Ma anche, in prospettiva, quelli che aderiranno nei prossimi mesi.

Il nuovo strumento - uno spazio virtuale in grado di garantire confronto e aggiornamento costanti sul tema - è stato lanciato venerdì 15 novembre, al Tavolo operativo tra gli aderenti al Protocollo convocato dalla Presidenza e dalla DG Ambiente e Clima di Regione Lombardia.

L’incontro è stato l’occasione per fissare le prossime tappe dell’iniziativa. Il Protocollo prevede infatti che entro tre mesi dalla firma i sottoscrittori condividano con Regione le iniziative concrete prese all’insegna della Sostenibilità (il testo del Protocollo è disponibile in fondo alla pagina dedicata), che porterà avanti nei prossimi mesi con risorse proprie.

I contenuti in Community

La Community potrà allora ospitare gli aggiornamenti di ciascun sottoscrittore (almeno annuali) sul proprio programma di impegni, e presto anche un Format per la descrizione delle azioni all’interno di tale programma. In questo modo si avrà un monitoraggio condiviso dello stato di avanzamento dell’attuazione degli impegni e dei loro risultati effettivi, in vista della contributo alla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile che Regione dovrà definire entro il 2020.

Allo stesso tempo, la Community 
è pensata per accogliere e dare evidenza alle buone prassi del territorio sul tema sostenibilità: da quelle già attive a quelle a cui via via i sottoscrittori daranno vita, su impulso del Protocollo. Questo permetterà la costruzione di una sorta di catalogo di best practice. Catalogo utile anche per sviluppare azioni di diffusione e promozione sul territorio di una cultura e di un nuovo modello di sviluppo, in cui l’innovazione è al servizio della sostenibilità intesa nelle sue tre declinazioni: economica, sociale e ambientale.

Obiettivo di Regione è insomma far sì che gli sforzi per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 si traducano per la Lombardia in un’azione di sistema, capace di avere il suo peso all’interno della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

 

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14 nov 2019

Nuova adesione al Protocollo di Regione Lombardia per lo Sviluppo Sostenibile, dopo le 54 sottoscrizioni iniziali: è quella del Cluster Lombardo della Chimica Verde – LGCA, che lo ha firmato in occasione dell’iniziativa ‘International Bioeconomy Dialogues Across the Alpine Space – Hig-Level conference on Bio-Based Paradigm to sustainable Development’, promossa dallo stesso Cluster il 4 e 5 novembre scorsi a Palazzo Lombardia, nell’ambito delle iniziative legate alla presidenza di Regione Lombardia della Macroregione Alpina Eusalp.

Come ricordato all’evento dall’assessore ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, il Protocollo è lo strumento “che ci si è dati per governare insieme a tutti gli attori che animano la società lombarda: le categorie economiche, i sindacati le associazioni ambientaliste, un percorso di sviluppo che riguarda la sostenibilità e in questo ambito il tema della chimica verde è un capitolo forte”.

Biochimica tema centrale

“Il tema della chimica verde e della biochimica è un tema certamente centrale – ha ribadito poi Cattaneo – perché in questo settore si pone la necessità di mettere a fuoco come la materia può essere riutilizzata; o meglio quante volte può essere utilizzata e quando, invece, non può essere più usata e questo è uno dei problemi della cosiddetta bioeconomia circolare”. Un settore, quest’ultimo, che “è importante collocare all’interno di EUSALP, perché le aree della regione alpina sono quelle più direttamente interessate da questi fenomeni”.

Gli ambiti dell’accordo

Il Protocollo è incentrato sulla transazione verso l’economia circolare quale modello di sviluppo per i sistemi produttivi e per la gestione dei flussi di materia; sul contenimento del consumo di suolo e alla promozione della rigenerazione territoriale e urbana, anche attraverso lo sviluppo di bioraffinerie nelle aree dismesse; nonché sul rafforzamento del livello competitivo del mondo produttivo e dei servizi e la promozione nelle aree rurali dell’occupazione, della crescita e dell’inclusione sociale e dello sviluppo locale, anche attraverso la bioeconomia e la silvicoltura sostenibile.

I numeri della Bioeconomia in Lombardia

Da un’elaborazione Innovhub-SSI e Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, su dati registro imprese 2019, 2018, 2014, emerge che sono 4 mila le imprese lombarde attive nei settori della bioeconomia, con 40 mila addetti. In particolare, più di 3 mila imprese sono specializzate nel biomedicale su 18 mila in Italia.

Forte la concentrazione nella ricerca di biotecnologia con 162 imprese (su 768 nel Paese) e nella bioeconomia legata ai farmaceutici (248 imprese su 630). È raddoppiato il settore della ricerca in biotecnologie, in Italia da 346 a 768 imprese in cinque anni e da 830 a 2170 addetti. E in Lombardia da 66 a 162 imprese e da 275 a 501 addetti.

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16 ott 2019

Anche Confcooperative Lombardia entra nell’ ‘avventura’ collettiva del Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile, promosso da Regione Lombardia per coordinare tutti gli attori già attivi sul territorio su tematiche ambientali, di economia circolare e di transizione energetica, nonché quelli più capaci di raggiungere in modo capillare altri soggetti interessati.

Un’azione, quella di coordinamento, in cui sta uno dei punti di forza del documento sottoscritto dalle prime 54 associazioni. Lo ha sottolineato ad esempio Massimo Minelli, presidente di Confcooperative Lombardia e della Fondazione Triulza, alla firma del testo che impegna gli aderenti a prendere iniziative sui temi della sostenibilità:

Confcooperative è tra i 68 promotori della Fondazione Triulza, rete di associazioni da vari ambiti del Terzo Settore.

La Fondazione ha promosso il progetto Cascina Triulza Padiglione della Società Civile a Expo Milano 2015, dove dopo la fine dell’esposizione universale ha continuato le sue attività come Lab Hub per l’Innovazione Sociale e lo Sviluppo Sostenibile.

Il Lab Hub vuole mettere al centro dello sviluppo dell’area ribattezzata come MIND (Milano Innovation District) l’impatto sociale e ambientale.

 

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15 ott 2019

Ha promesso azioni in prima persona sul tema della sostenibilità, e il primo è già all’orizzonte, con l’organizzazione della settimana per l’energia in programma dal 21 al 26 ottobre.

Si tratta di Confartigianato Lombardia, tra le 54 associazioni che hanno aderito al Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, che prevede l’assunzione di impegni legati alla sostenibilità.

Le ragioni di questa scelta le racconta in questo video Eugenio Massetti, presidente dell’associazione a livello lombardo, che parla di “entusiasmo” per il nuovo approccio e sottolinea come un nuovo modello di sviluppo possa rappresentare un’opportunità anche a livello economico:

Il primo impegno è dunque, dal 21, quello con “Mettiamo l’energia in circolo: le sfide dell’economia circolare”, sei giorni di eventi per tutti e di seminari di approfondimento articolati su tutto il territorio regionale, per promuovere un cultura del consumo responsabile.

In allegato il programma.

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14 ott 2019

La CNA lombarda è in campo per promuovere un diverso modello di sviluppo e per esplorare nuove opportunità di mercato. A cominciare da quelle presenti nel campo dell’edilizia, per fare solo un esempio.

A nome degli artigiani lombardi parla il segretario generale Stefano Binda, alla guida dell’associazione dal febbraio di quest’anno, che a metà settembre ha sottoscritto il Protocollo di Regione Lombardia per lo Sviluppo Sostenibile.

In questo video Binda spiega quali sono le azioni già intraprese e quali gli obiettivi di CNA Lombardia su questo fronte, per accompagnare soprattutto le PMI in questa fase di “transizione”:

 

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11 ott 2019

Il sistema camerale lombardo sceglie la strada della sostenibilità. Unioncamere Lombardia è infatti tra i primi 54 aderenti al Protocollo di Regione Lombardia sullo Sviluppo Sostenibile, sottoscritto a Palazzo Pirelli il 18 settembre.

Ora dunque porterà avanti alcune azioni per promuovere un nuovo modello di sviluppo, rivolte in particolare ad alcuni segmenti della platea di 900 mila imprese del territorio nei settori del commercio, dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura e dei servizi.

Lo spiega in questo video il presidente di Unioncamere Lombardia e vicepresidente nazionale, Gian Domenico Auricchio, ricordando anche il contributo dell’associazione:

 

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10 ott 2019

Tra i primi 54 sottoscrittori del Protocollo per lo sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia non potevano mancare gli atenei. Centri di ricerca - sempre più anche su temi legati a sostenibilità e ambiente -, avanguardie di futuro, spazi di sensibilizzazione per i giovani. E promotori di iniziative concrete.

Lo racconta il Rettore di una delle università lombarde coinvolte, quella di Brescia. Qui il professor Maurizio Tira, firmatario del Protocollo, spiega come l’adesione si collochi in un percorso più ampio, e con quale obiettivo:

L’ateneo bresciano ha creato anche un sito web dedicato a sviluppo sostenibile e punti dell’Agenda ONU 2030, dove si può trovare anche il Piano Strategico di UniBs in tema.

Tra le aree di azione dell’ateneo per promuovere un diverso modello di sviluppo: energia ed emissioni, mobilità, edilizia universitaria e residenziale.

Scopritele a questo link.

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9 ott 2019

Il mondo del terziario è consapevole della “necessità di anticipare gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030”. Almeno per quel che riguarda le imprese di Confcommercio Lombardia, costola territoriale della sigla che oltre a professionisti associa aziende del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti.

È anzitutto questa platea che Confcommercio rivolgerà le azioni scelte per dare corpo al proprio impegno sui temi della sostenibilità, impegno formalizzato con la sottoscrizione del Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia.

A firmarlo, il vicepresidente lombardo Simonpaolo Buongiardino. Che in questo video spiega quali saranno alcune delle azioni concrete in questa direzione e già ai nastri di partenza:

Confcommercio Lombardia segnala che da un’anticipazione della ricerca Format Research su un campione di imprese del turismo e del commercio alimentare, il 73% delle imprese dell’area Nord Ovest sta già adottando spontaneamente politiche di riduzione dell’utilizzo di prodotti in plastica monouso, o la sostituzione con materiali alternativi riciclabili o compostabili.

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7 ott 2019

Condivisione piena degli obiettivi, competenze specifiche in campo e molti progetti già avviati. Questi gli elementi che hanno portato ENEA - l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile - a essere tra le prime 54 associazioni sottoscrivere il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, che le vincola a prendere iniziative precise entro i successivi tre mesi.

La firma è stata affidata a Claudia Brunori, responsabile della Divisione Uso efficiente delle risorse e chiusura dei cicli del Dipartimento Sostenibilità di ENEA. È lei dunque a spiegare, in questo video, le ragioni di questo impegno:

Qui invece Brunori mette a fuoco alcune delle collaborazioni e dei progetti più significativi di ENEA in tema di economia circolare, a livello italiano e internazionale. Senza dimenticare il ruolo svolto nella stesura del primo report italiano sul tema:

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4 ott 2019

C’è anche l’impegno di Ersaf in calce al Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritto da 54 associazioni il 18 settembre a Palazzo Pirelli.

E non potrebbe essere altrimenti per Ersaf, l’ente di Regione Lombardia per i servizi all’agricoltura e alle foreste.

L’attenzione all’ambiente e in particolare alla biodiversità è infatti nella sua mission. Nel suo caso dunque Ersaf non farà che accrescere i tanti progetti e sforzi già in campo.

Lo spiega in questo video il presidente Alessandro Fede Pallone, che illustra anche alcune delle prossimi iniziative di Ersaf, in particolare per legare sostenibilità e tecnologia:

Ersaf nasce come ente regionale nel 2002. Gestisce 6 riserve naturali, 570 fabbricati rurali, 34 alpeggi e nel complesso ha ricevuto quasi 8,8 milioni di fondi da progetti europei

Tra gli appuntamenti appena promossi c’è stato quello di “Piantala sul Lambro!”, lo scorso 28 settembre, per la piantumazione condivisa di oltre 200 piantine forestali autoctone provenienti dal vivaio certificato ERSAF.

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1 ott 2019

Innovazioni tecnologiche, economia circolare, stretta collaborazione con gli stakeholder.

Questi i ‘fari’ che secondo la sua mission devono orientare Syndial, la società per il risanamento ambientale del colosso del petrolchimico ENI attiva su bonifiche, gestione rifiuti, sviluppo del waste to fuel con tecnologia proprietaria, trattamento rifiuti, trattamento delle acque.

Innovazioni tecnologiche, economia circolare, stretta collaborazione con gli stakeholder sono anche tra i ‘pilastri’ del Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, reso operativo dalle prime 54 firme del 18 settembre. Tra queste appunto quella dell’AD di Syndial, Paolo Grossi, per conto di ENI.

In questo video dunque Grassi spiega quale vuole essere il contributo di ENI alla transizione energetica:

Maggiori informazioni su Syndial a questo link.

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30 set 2019

Il presidente degli industriali lombardi Marco Bonometti lo ha ripetuto in più di un’occasione: la sostenibilità è oggi la via maestra per lo sviluppo del territorio.

Una convinzione che ha portato Confindustria Lombardia, ad esempio, a partecipare all’Osservatorio Economia Circolare istituito dall’assessorato regionale all’Ambiente. E ora, il 18 settembre, a essere tra le prime 54 associazioni a sottoscrivere il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia.

A firmarlo Matteo Dell’Acqua, da settembre 2018 alla guida dei Giovani Imprenditori lombardi, che in questo video racconta le ragioni dell’adesione:

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27 set 2019

C’è anche l’impegno di oltre 1.400 comuni del territorio in calce al Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritto il 18 settembre - alla vigilia della Climate Week - a Palazzo Lombardia. Tra le prime 54 adesioni figura infatti quella dell’ANCI (l’associazione dei comuni italiani) della Lombardia, rappresentata dal presidente Virginio Brivio, sindaco di Lecco.

Un contributo prezioso, quello dell’ANCI, per il radicamento sul territorio dei temi legati a sostenibilità, economia circolare, transizione energetica, mobilità elettrica e condivisa.

Lo spiega in questo video proprio Brivio, riconoscendo la necessità e la disponibilità a un cambiamento nell’organizzazione stessa dei municipi:

Anche l’ANCI dunque come l’assessore regionale all’Ambiente Cattaneo caldeggia una mobilitazione ‘dal basso’, per politiche davvero efficaci nella costruzione di un diverso modello di sviluppo.

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26 set 2019

Anche le banche lombarde scendono in campo con alcuni impegni per una maggiore sostenibilità delle proprie attività.

Lo ha spiegato Osvaldo Ranica, alla guida della commissione ABI (Associazione Bancaria Italiana), che a nome dell’associazione ha sottoscritto a Palazzo Pirelli il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, lo scorso 18 settembre, insieme ad altre 53 sigle.

In questo video dunque Ranica spiega grazie a quali azioni anche il mondo bancario è sempre più ‘green’. Un mondo che, sottolinea, pur se non si è mosso tra i primi in direzione di un nuovo modello di sviluppo oggi è pronto a “passi importanti”:

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25 set 2019

La sottoscrizione del Protocollo lombardo per lo Sviluppo sostenibile è “una tappa importante”, non solo a livello locale.

Lo spiega in questo video Giovanni Camilleri, già funzionario ONU esperto di questi temi, intervenuto il 18 settembre alla firma del Protocollo a Palazzo Pirelli:

Per conoscere nei dettagli i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) clicca qui.

 

 

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24 set 2019

Anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli ha tenuto a battesimo la firma del Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile.

In questo video, Mattinzoli sottolinea come ormai la sostenibilità non debba più essere intesa solo in senso limitativo, come ‘costrizione’ rispetto alla crescita economica:

 

 

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23 set 2019

Quella della firma del Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile del 18 settembre a Palazzo Pirelli - presente il governatore Attilio Fontana - è una tappa importante verso un nuovo modello di crescita. E verso un nuovo ruolo per la Lombardia, come territorio e come Regione. Lo spiega in questo video l’assessore regionale ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo:

Proprio l’assessorato di Cattaneo è stato promotore del Protocollo, iniziativa approvata dalla giunta regionale lo scorso luglio e ora entrata nella sua operatività: ora le prime 54 associazioni firmatarie avranno 90 giorni per formulare e formalizzare gli impegni diretti che hanno scelto di assumere sui temi afferenti a quello della sostenibilità tra cui ad esempio economia circolare, transizione energetica, mobilità sostenibile.

Nei giorni che precedono la mobilitazione internazionale dei Fridays for Future, l’assessore sottolinea nel video anche un altro punto, ovvero come la sostenibilità non abbia “colore politico”.

Da parte sua, Regione Lombardia ha deciso di prendere parte con una propria rappresentanza, guidata da Cattaneo, alla delegazione italiana al "Climate Action summit"  di New York, nonché al summit dedicato in modo specifico ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGS) fissati dall'ONU. 

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19 set 2019

Ha preso il via da Palazzo Pirelli la nuova sfida di Regione Lombardia, lanciata con la firma del Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile. L’ambizione è quella di fare del territorio che è già motore economico del Paese una ‘locomotiva sostenibile’, in grado di trainare la transizione nazionale a nuovi modelli di sviluppo.

La sfida

Per conquistare questa leadership, Regione ha scelto la strada di politiche e pratiche co-progettate insieme al territorio. Per questo ha chiamato a raccolta associazioni attive sui temi ambientali, quelle delle categorie economiche e sociali e le istituzioni lombarde.

A loro ha chiesto anzitutto di diffondere in modo capillare tra i propri associati la conoscenza dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, fissati dall’ONU con l’Agenda 2030 (che traccia l’insieme dei traguardi da raggiungere a livello globale entro quella data). Allo stesso tempo, il Protocollo vincola anche ad assumere impegni concreti - che le associazioni hanno tre mesi di tempo per formalizzare -, declinati a partire dalle proprie competenze e dalle proprie specificità (l'elenco dei sottoscrittori e il testo del Protocollo si trovano in fondo alla pagina dedicata, a questo link).

In 54 dunque hanno risposto all’appello e sottoscritto, la mattina del 18 settembre, il Protocollo (vedi l’elenco in allegato). Alla presenza anche di un rappresentante dell’ONU, intervenuto a testimoniare l’interesse per un’iniziativa che chiede un’assunzione di responsabilità in prima persona a tutti i protagonisti dello sviluppo del territorio.

Fontana: impegni rispettati

In questo video il commento del presidente di Regione Lombardia, primo firmatario con l’assessore all’Ambiente e al Clima Raffaele Cattaneo e quello allo Sviluppo Alessandro Mattinzoli:

 

 

“La definizione di obiettivi comuni tra i vari sottoscrittori, che rappresentano il mondo associativo, dell’industria, delle imprese, dei sindacati, va nella direzione dell'applicazione dell'Agenda 2030 dell'Onu e di un futuro di sviluppo sostenibile, ponendo, ancora una volta, Regione Lombardia all'avanguardia anche in questo settore - ha detto poi il presidente Fontana -. E sono molto lieto che tra i sottoscrittori ci sia anche il mondo della formazione, perché la sensibilizzazione nei confronti dei giovani è fondamentale per la costruzione di un futuro migliore”.

“L’ambiente è il nuovo nome dello sviluppo - ha sottolineato da parte sua Cattaneo -. In una realtà complessa e articolata come quella della nostra Regione, il Protocollo è lo strumento che può catalizzare l’impegno della società lombarda, delle imprese e delle istituzioni nel conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e promuoverne lo sviluppo. Abbiamo voluto coinvolgere da subito le rappresentanze istituzionali, associative, il mondo delle università, le parti sociali ed economiche perché ciascuno fornisca un proprio contributo attivo e concreto. Serve infatti una grande alleanza tra ecologia ed economia, tra ambiente e imprese”.

“Non una firma formale ma un patto. Questo è il senso della firma di oggi:
lavorare in sinergia - ha commentato infine Mattinzoli -. L’assessore Cattaneo e il presidente Fontana sono stati molto chiari: sostenibilità, difesa dell’ambiente ed ecologia non solo come necessità ma anche come grande opportunità di sviluppo e di lavoro”.

Tra i primi sottoscrittori, molte delle associazioni già aderenti al Patto per lo sviluppo e all’Osservatorio regionale per l’Economia circolare e la Transizione energetica. Le adesioni spaziano dall’ANCI a Confindustria, da tutte le università lombarde a colossi come ENEA ed ENI; dalle associazioni degli agricoltori e quelle degli artigiani, oltre a sindacati e associazioni ambientaliste.

E dunque c’è chi cercherà di implementare tecnologie innovative per un’agricoltura con una minore impronta ambientale, chi farà formazione, chi metterà definitivamente al bando l’uso della plastica e chi promuoverà la mobilità sostenibile. Senza contare i progetti specifici avviati.

La ‘mobilitazione’ lanciata dal Protocollo non si ferma però all’iniziativa di lancio. Nei prossimi mesi infatti sarà possibile aderire via via al Protocollo, con l’impegno a una verifica periodica degli impegni presi.

 

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17 set 2019

Sulla sostenibilità Regione Lombardia punta su una costruzione delle politiche di tipo partecipativo, politiche di cui i cittadini non sono solo destinatari ma co-creatori consapevoli e responsabili.

Il presupposto è che il coinvolgimento attivo di tutta la società è fondamentale per una concreta attuazione di azioni per la sostenibilità. Questo significa ad esempio, per l’ente pubblico, promuovere e stimolare la condivisione di azioni e politiche in vista dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile fissati nell’Agenda ONU 2030 (sottoscritta nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri). Ma anche promuovere l’assunzione di impegni diretti da parte di ciascuno: dalle associazioni alle imprese.  

Un Patto con il territorio

In questa direzione, la Giunta regionale ha approvato lo scorso luglio il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile rivolto a tutti i protagonisti dello sviluppo del territorio. Obiettivo, elaborare e condividere misure che permettano a Regione Lombardia di guidare la transizione verso nuove forme e modelli di crescita.

Il Protocollo sarà firmato il prossimo 18 settembre a Palazzo Pirelli dai primi sottoscrittori. Quindi potrà raccogliere altre adesioni, nei mesi successivi, dai soggetti interessati.  

La parola ai cittadini

In linea con questi presupposti e con il percorso integrato di ricerca e innovazione responsabile introdotto dal Programma Strategico Triennale per la Ricerca, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico (PST), che punta tra l’altro a garantire una partecipazione attiva e costante dei cittadini nelle scelte programmatiche e nella loro attuazione, sulla Strategia per lo sviluppo sostenibile la Giunta regionale attiva anche una consultazione pubblica rivolta a cittadini, imprese, università, centri di ricerca, proprio su questa piattaforma.

Aperta tra fine settembre e metà novembre, avrà lo scopo di raccogliere un quadro della conoscenza sulle tematiche in oggetto e spunti che possano contribuire all’avvio di azioni mirate a supporto.

Il questionario che verrà proposto è stato predisposto dalle Direzioni Generali Ambiente e Clima e Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione, con il supporto dei 10 membri internazionali del Foro Regionale per la Ricerca e l’Innovazione, nonché dei Cluster Tecnologici Lombardi Fabbrica Intelligente (AFIL) e Chimica Verde (LGCA).

Verso una Strategia regionale

Protocollo e consultazione pubblica rappresentano due tasselli importanti verso la definizione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, la cui approvazione (entro il 2020) è prevista dal Programma Regionale di Sviluppo della XI Legislatura come contributo concreto alla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) di cui si è dotata l’Italia.

Tra le azioni già intraprese in questa direzione c’è l’istituzione dell’Osservatorio sull’economia circolare e la transizione energetica, con l’attivazione di specifici tavoli di lavoro su spreco alimentare, fonti energetiche rinnovabili e riqualificazione energetica, gestione di alcune materie come fanghi da depurazione, inerti da demolizione, scorie di fonderia.